Di Mattia Zucchiatti
Una sola fiamma per 10.001 tedofori. Quattro portabandiera – caso unico nella storia – per un paese, l’Italia, che si prepara ad ospitare le prime Olimpiadi “diffuse”. Milano-Cortina è già storia. E il viaggio della sua fiamma porta già il peso della storia. Da Atene a Roma, dal Panathinaiko allo Stadio dei Marmi. Nel segno della tradizione olimpica e del ricordo indelebile di Roma 1960, con Giancarlo Peris, ultimo tedoforo dei Giochi romani, che ha passato il fuoco sacro a Giovanni Malagò prima dell’accensione del braciere. Così è scattata la staffetta che, per 63 giorni, attraverserà 60 città, percorrendo oltre 12.000 chilometri e tutte le 110 province, attraversando siti del patrimonio mondiale e altre località che compongono quel magnifico mosaico che è l’Italia. La partenza della fiamma è stata accompagnata dall’olimpionico Gregorio Paltrinieri, vincitore di un oro, due argenti e due bronzi Olimpici. Poi il turno di Elisa Di Francisca, seconda tedofora. Quindi un altro olimpionico, Gianmarco Tamberi, vincitore della medaglia d’oro nel salto in alto a Tokyo 2020, che ha ceduto il testimone al cestista Achille Polonara, alle prese con la battaglia contro la leucemia. “Per me è un’emozione essere qui in piedi perché fino a qualche settimana fa ero in carrozzina, quindi è già un successo esserci”, le parole dell’azzurro della pallacanestro che ha accompagnato la torcia fuori dallo Stadio dei Marmi, lanciando la staffetta per le strade della Città Eterna.
Un poker di campioni ha accompagnato la fiamma. E un poker di campioni accompagnerà la bandiera italiana. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, infatti, un Paese schiererà quattro atleti come portabandiera nella cerimonia di apertura. Saranno la regina dello short track, l’atleta italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi, Arianna Fontana e Federico Pellegrino, atleta di punta del fondo azzurro, a sfilare allo stadio San Siro, mentre la fuoriclasse dello sci alpino, Federica Brignone – pronta a tornare in pista dopo il grave infortunio dello scorso 3 aprile – e la stella del curling, Amos Mosaner saranno i protagonisti a Cortina d’Ampezzo. Ed è un’altra prima volta, perché mai una cerimonia inaugurale a cinque cerchi si era svolta in due sedi diverse. E la scia di primati coinvolge anche gli stessi portabandiera. Pellegrino sarà il primo delle Fiamme Oro a sfilare e il primo a farlo da membro del Consiglio Nazionale. Non era mai accaduto che fosse un atleta nato in Trentino – Mosaner in questo caso – a sventolare il tricolore, né che fosse un giocatore di curling ad essere designato per il ruolo. Poi i ‘record’ di Brignone: non era mai stata portabandiera un’atleta nata nella città italiana sede dei Giochi (Estivi o Invernali), né una “figlia d’arte” in gara nella stessa disciplina del genitore (Ninna Quario). Così come mai, fino ad ora, un’atleta donna italiana era stata scelta due volte come portabandiera: sarà Fontana ad aggiungere un’altra pagina di storia alla sua carriera leggendaria.



