Come dialogano Codice degli Appalti e del Terzo settore? E quali sono i legami, sulla gestione degli impianti, tra Pubblica Amministrazione e mondo dell’associazionismo? A queste domande ha provato a rispondere il convegno “Enti e Impianti: tra il Codice degli Appalti e il Codice del Terzo settore”, promosso dal senatore Raffaele Speranzon e organizzato da Opes, in collaborazione con Anac e con il patrocinio di Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministro per lo Sport e i Giovani, Coni, Cip, Sport e Salute e Anci alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Tra i presenti, il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, il sottosegretario al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, e i presidenti Marco Giunio De Sanctis (Cip), Giovanni Malagò (Figc) e Beniamino Quintieri (Icsc), Andrea Giordano (Magistrato della Corte dei Conti), Flavio Siniscalchi (Capo dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Stefania Dota (Vice Segretario generale Anci) e Ciro Bisogno (Presidente nazionale PGS e coordinatore Enti di Promozione Sportiva). “È stato davvero un bel momento di confronto quello organizzato da OPES sul tema degli impianti sportivi che coinvolge la normativa del Codice degli Appalti e quella del Terzo Settore – ha commentato proprio Bisogno -. Gli oratori ed i loro spazi sportivi hanno una forte caratterizzazione sociale che li distingue da quegli impianti che generano profitto o implicano inevitabilmente procedure complesse ai fini della loro gestione e riqualificazione. I cortili restano ancora validi strumenti di attuazione di quella funzione sociale ed educativa tanto cara all’art. 33 della Costituzione. L’armonizzazione tra le previsioni dei due codici è quindi un tema centrale e complesso. Non vogliamo costruire delle zone franche ma soltanto delineare procedure che realmente mettano al centro la valutazione dell’impatto sociale di un oratorio. Ho voluto dedicare questo momento a don Francesco Andreoli e Alberto Fioretto, scomparsi prematuramente a seguito di un tragico incidente stradale proprio nel corso del loro servizio alla comunità salesiana di Schio. Ricordiamoci che esiste una catena di umanità quotidiana che chiede di essere sostenuta nel silenzio, che non lavora per generare campioni ma che utilizza un cortile o uno spazio solo per accogliere ed educare”.
Il convegno ha permesso di realizzare una fotografia nitida dello stato dell’arte dell’impiantistica sportiva in Italia, un patrimonio, che come ha sottolineato il Prof. Luigi Melica (Direttore del Dipartimento Scienze giuridiche, Università del Salento), si incastona al centro della riforma costituzionale. “Questo convegno ci ha permesso di mettere a fuoco i problemi – ha detto Juri Morico, presidente Opes e membro di Giunta Coni -. Sono certo che le riflessioni emerse in questa giornata si riveleranno utili anche per la classe politica, chiamata ad individuare le soluzioni più idonee per rilanciare il sistema sportivo nazionale e le sue infrastrutture, soprattutto quelle che ogni giorno, accogliendo bambini e cittadini di ogni età, svolgono una funzione sociale, pedagogica e di promozione del benessere psico-fisico. L’impegno di Opes non si esaurirà dopo questo momento formativo, ma continuerà con ancora più vigore. Vogliamo aiutare le ASD e SSD affiliate, e più in generale tutto lo sport di base, sociale e per tutti, a cogliere le opportunità di sviluppo e ad essere protagoniste del cambiamento. Per raggiungere il nostro nobile obiettivo, sono necessarie sia la formazione continua dei dirigenti sia occasioni di dialogo tra Istituzioni, autorità, rappresentanti del mondo dello sport e del non-profit, professionisti e singoli cittadini impegnati nel promuovere il bene comune”.



