Di Mattia Zucchiatti
Un’altra Fiamma si spegne. Un altro record va in archivio. Un’eredità si prepara ad essere raccolta dagli atleti di domani. Quelli di Milano Cortina sono stati i Giochi “della gente e per la gente”, come li ha definiti il Presidente del comitato organizzatore, Giovanni Malagò. Un successo organizzativo, accompagnato da un trionfo sportivo indelebile per l’Italia. Sedici medaglie azzurre, che valgono il quarto posto nel medagliere e il nuovo record storico per il Cip nella storia dei Giochi Invernali. Puntuali i riconoscimenti dal mondo della politica. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, per esprimere le sue congratulazioni per l’edizione da record della delegazione azzurra e per i risultati ottenuti dagli atleti italiani, sottolineando il grande valore sportivo e umano delle prestazioni della squadra e ringraziando atleti, tecnici e tutto il movimento paralimpico per aver portato ancora una volta prestigio e orgoglio al Paese. Al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi, a Casa Paralimpica si è svolta inoltre una videochiamata con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha voluto salutare direttamente alcuni dei medagliati presenti.
“In questa cerimonia – ha sottolineato – c’è lo stesso spirito di tutti i Giochi: qui ha brillato un faro, in un mondo di oscurità. Finiscono le gare, ma resta l’eredità”, ha affermato Malagò durante la cerimonia di chiusura. Soddisfatto Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale: “Grazie al popolo italiano. La vostra passione, la vostra generosità e il vostro tiramisù hanno reso questi Giochi indimenticabili. Le Paralimpiadi invernali più grandi e più belle di sempre, con più atleti, più nazioni, più donne e una copertura televisiva e digitale a livello mondiale senza precedenti”, ha aggiunto Parsons che si si è rivolto ai volontari per ringraziarli in italiano. “Con i vostri occhi a forma di cuore, i vostri sorrisi, la vostra energia e gentilezza, avete accolto il mondo intero qui in Italia e sostenuto atleti, giudici di gara e spettatori”. Tra i ringraziamenti anche quello agli atleti, “avete superato la pressione, le aspettative e le tensioni globali per mantenere l’attenzione dove deve essere: su di voi e sul vostro sport”. E grazie a questo “i bambini con disabilità hanno visto modelli di riferimento che assomigliano a loro impegnati in competizioni agguerrite ai massimi livelli dello sport”. Qui risiede la vera eredità: nell’offrire un futuro sportivo a questi ragazzi e alle loro famiglie, accendendo una luce laddove altri vedono soltanto oscurità.
Ora il testimone passa alle Alpi Francesi. Durante la cerimonia la bandiera con i tre agitos delle Paralimpiadi, mentre nello stadio echeggiava l’inno paralimpico, è stata ammainata dagli Alpini. Anna Scavuzzo, vicesindaca di Milano e Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina, l’hanno consegnata al presidente Ipc Andrew Parsons, il quale l’ha affidata a Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke, amministratori delle regioni francesi della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi. C’è un altro viaggio di una fiamma da accompagnare con la sua scia di inclusione.
Foto IPA



