Sport e giovani, la sfida dei Comuni

Di Elisa Pugliese

Lo sport come leva di benessere, inclusione e identità collettiva, ma anche come strumento concreto nelle mani dei Comuni per rafforzare il senso di appartenenza e contrastare il disagio giovanile. È questa la direttrice lungo cui si sviluppa l’azione di Anci, da anni impegnata su più fronti: riqualificazione degli impianti, promozione dei valori educativi dello sport, campagne di prevenzione e sostegno alle amministrazioni locali.

Un dato su tutti fotografa la centralità del ruolo dei sindaci: nel 98% dei casi gli impianti sportivi sono di proprietà comunale. Da qui l’attenzione alla messa in sicurezza e all’ampliamento delle strutture, anche scolastiche, attraverso strumenti finanziari dedicati. Tra le sinergie istituzionali più rilevanti quella con Istituto per il Credito Sportivo, che ha previsto fondi a tasso zero per i Comuni tramite bandi finalizzati allo sviluppo dell’impiantistica.

Accanto agli investimenti strutturali, si è consolidata una rete di protocolli d’intesa con il mondo sportivo: dalla Figc alla Fidal, con il Coni fino alla Lega Pro. L’obiettivo è promuovere cultura sportiva, tutela della salute e inclusione sociale, contrastando le diseguaglianze e favorendo l’accesso alla pratica motoria fin dall’infanzia.

Tra i progetti più significativi c’è “Sport nei Parchi”, iniziativa che dopo la pandemia ha registrato un’ampia adesione dei Comuni, desiderosi di attivare spazi pubblici all’aperto come luoghi di aggregazione e attività fisica. Un modello che punta a intercettare soprattutto i giovani, offrendo occasioni gratuite e diffuse sul territorio.

Ed ancora, “Bici in Comune”, iniziativa realizzata insieme a Sport e Salute e al Ministero dello Sport per incentivare mobilità ciclistica, percorsi ciclabili e stili di vita attivi. Sostenuta da oltre 470 Comuni con finanziamenti per infrastrutture e attività legate al ciclismo urbano e sportivo.

Il tema è stato al centro anche della quattordicesima puntata di “Fuori dal Comune”, trasmissione di Rai GR Parlamento realizzata in collaborazione con Anci, che ha raccontato esperienze virtuose di amministrazioni locali. Come quella di Buggerru, nel Sud Sardegna, dove il surf è diventato volano di sviluppo sostenibile e attrazione di turismo sportivo giovanile. Infine, senza voler esaurire il quadro delle iniziative, l’esperienza del mini rugby a Colorno, nel parmense, capace di coinvolgere quasi cento bambini già a partire dai quattro anni, insegnando attraverso il gioco il valore del gruppo, il significato della vittoria e della sconfitta.

In un contesto in cui la fragilità giovanile rappresenta una delle sfide più urgenti per le comunità, lo sport si conferma dunque non solo attività fisica, ma infrastruttura sociale. E i Comuni, con il supporto di Anci, ne sono i primi custodi e promotori: perché investire nello sport significa offrire ai giovani spazi di crescita, occasioni di inclusione e strumenti concreti per costruire relazioni sane, rafforzare l’autostima e sentirsi parte attiva della propria comunità.