Claudio Ranieri, fantasia al potere: “Un tempo si dribblava negli oratori, oggi troppa tattica”

Arrivare in corsa, raccogliere i pezzi e rimetterli insieme, costruendo qualcosa dove sembrava difficile immaginare anche solo un progetto. Claudio Ranieri sa farlo meglio di tutti. Da allenatore ha firmato imprese storiche, ora da dirigente è chiamato a indicare la rotta per la ricostruzione del calcio italiano: il testaccino è il nuovo direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia. Ex calciatore, ex allenatore. La conoscenza col pallone è iniziata nell’oratorio di San Saba. E proprio gli oratori sono al centro del suo ragionamento: “Un tempo c’erano meno scuole calcio, si giocava nelle chiese, nelle piazze, negli oratori: si dribblava. I ragazzi vanno fatti esprimere con la fantasia, poi solo più avanti inquadrati e aiutati tatticamente”.

La ricetta parte così da lontano, anche se c’è un lavoro sul presente da impostare: “È difficile indicare un lasso di tempo sul quale andare a incidere. Mancini è chiamato a risolvere la situazione di campo della Nazionale maggiore, io mi occuperò di tutta quella parte che non si vede – aggiunge l’ex allenatore di Cagliari e Roma, campione d’Inghilterra col Leicester -. I primi di giugno mi sono trovato a Cagliari e un addetto ai lavori mi ha fatto notare che per iscrivere i bambini a una scuola calcio si spendono troppi soldi e questo non può essere. Voglio studiare, andare a fondo, capire bene tutto, come funziona il sistema e il movimento a livello di Settore Giovanile e Scolastico. Non possiamo permetterci, in questo periodo storico, di perdere i bambini: dobbiamo riportarli al calcio, sicuramente trovando un sistema per abbassare i prezzi delle iscrizioni”.

Il Ct è Roberto Mancini, l’uomo delle 37 partite senza sconfitte sulla panchina azzurra, un record battuto dalla Spagna campione del mondo. L’obiettivo di Ranieri è “arrivare ad aiutare il Ct della Nazionale a poter avere quanti più giocatori possibili da scegliere” perché “in Italia il salto più difficile è quello che va dall’Under 21 alle prime squadre. Siamo bravissimi a livello giovanile, ma lo siamo perché siamo forti tatticamente, mentre all’estero questo aspetto non viene esasperato come da noi. Dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale: stop, uno contro uno, dribbling, tornando a manovrare il pallone e impostando i ragazzi tecnicamente”. Il presidente del Club Italia va poi a fondo sul tema: “Maldini aveva parlato di 8-10 anni di lavoro. Questo perché ci sono ragazzi che vanno ristrutturati sulla tecnica individuale lavorando sulla fascia di età fra i 10 e i 15 anni. La differenza che c’è fra noi e le altre Nazionali è che, lo ripeto, noi siamo bravi tatticamente, mentre gli altri hanno una tecnica di base superiore”. Ranieri indossa la veste da dirigente, ma l’abito di allenatore non si abbandona mai: “Se Roberto avrà qualcosa da chiedermi sarò ben felice di dargli un consiglio, altrimenti starò al mio posto perché di cose da fare ne avrò tante. In questo processo chiederemo aiuto a tutti, anche alla politica, non possiamo ricordarci di essere italiani solo quando si perde. Vedremo come e chi potrà aiutarci, chi potrà permettere in ultima istanza di aiutare il Ct a scegliere giocatori italiani”.

Foto IPA