Di Gabriele Mezzacapo
Sabato 14 marzo si è tenuta a Roma al Cinema Teatro Don Bosco la presentazione del documentario “Don Bosco: Il Santo dei Giovani e dello Sport”, realizzato da Sky Sport in collaborazione con le Polisportive Giovanili Salesiane, che racconta la vita, l’opera e l’importanza della figura di Don Bosco nella crescita e nella protezione dei giovani e dei più deboli. Lui, che è cresciuto tra gli ultimi, tra coloro che hanno fin da piccoli dovuto affrontare le avversità della vita, ha trasformato la sua vita in una missione chiara: non lasciare indietro nessuno tramite l’oratorio e la socialità. E oggi con lo sport. La missione è la stessa: crescere e diventare campioni nella società prima ancora che esserlo con una medaglia al collo.
L’evento, presentato dal caporedattore di Sky Sport Tommaso Liguori si è tenuto alla presenza di tanti amici, cresciuti negli oratori di Don Bosco e della comunità Salesiana, testimone della grandezza di quanto realizzato e di quanto ogni giorno realizza la rete sociale salesiana. Ad inaugurare l’evento è stato il collegamento con il Direttore Responsabile di Sky Sport Federico Ferri che ha raccontato come questa idea di raccontare con un documentario l’opera delle Polisportive Giovanili Salesiane e di Don Bosco sia nata “sugli spalti di una partita di basket di un torneo delle PGS ed è nata dalla voglia di raccontare l’attività formativa e sportiva delle Polisportive salesiane e dall’opportunità che le PGS, partendo dagli insegnamenti di Don Bosco, forniscono ai più deboli”, ha concluso invitando “a fare tutti qualcosa in più per far conoscere le attività salesiane e l’importanza che gli enti del terzo settore hanno nella formazione e nella cura nei confronti dei giovani e dei più deboli”.
Alla festa di Don Bosco hanno successivamente partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi che, dalle paralimpiadi di Milano-Cortina, ha voluto portare il suo saluto: “Don Bosco è un precursore dell’articolo 33 della Costituzione. L’attività educativa salesiana, con al centro lo sport e i suoi valori, è fondamentale contro l’emarginazione sociale e il disagio giovanile”. Un intervento che ha voluto ribadire l’importanza degli enti del terzo settore con le loro attività “oratoriali”.
“Don Bosco è stato una leggenda umana che ha saputo creare un modello sportivo, culturale e sociale ponendo al centro i ragazzi e lo sport”, ha aggiunto il presidente della fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, che ha voluto salutare e portare la sua testimonianza all’evento delle PGS ribadendo “quanto Don Bosco e la sua attività educativa con lo sport sia stata fondamentale per formare gli atleti di ieri e quelli di oggi che rendono orgogliosi gli italiani nel mondo”.
La proiezione del documentario, che andrà in onda su Sky Sport il prossimo 21 marzo, è stato un momento toccante. Tra le testimonianze raccontate nel documentario particolarmente densa di significato e piena di emozione merita una menzione quella di Lucio Presta, presente alla proiezione e che ha concluso la presentazione del documentario insieme al Presidente Ciro Bisogno, che ha voluto raccontare la sua esperienza “di ragazzo ‘incazzato’ con la vita che grazie ai salesiani e che con i loro insegnamenti è riuscito a convertire quella incazzatura in serenità”, ribadendo quanto sono importanti gli oratori, nell’accezione di luoghi di accoglienza e protezione, e di quanto ne avremo bisogno in questi giorni tormentati dalle guerre.
Auspicio, tra l’altro, rinforzato anche da Papa Leone XIV che nella sua Omelia di Giugno 2025 ha definito i salesiani e la loro rete sociale “una fiammella di luce e di speranza in un mondo avvolto dalle tenebre della guerra”.
L’evento si è concluso, infine, con l’intervento del presidente delle Polisportive Giovanili Salesiane Ciro Bisogno, che in vista dell’anniversario dei sessant’anni delle PGS, ha voluto rilanciare l’importanza delle attività e le funzioni dell’Ente “nella contaminazione della società con gli insegnamenti, i valori, e il messaggio di Don Bosco”. La dimensione da cui partire per creare una società giusta, accogliente e che non lasci indietro nessuno non può che essere la dimensione dell’oratorio con educatori in grado di formare i ragazzi non solo negli sport ma anche e soprattutto nella vita. Due concetti legati, perché “è dallo sport che si costruisce la vita”.



