Si è aperta come Olimpiade delle prime volte, con l’esordio di quattro portabandiera azzurri, la delegazione più numerosa di sempre (196) una formula diffusa senza precedenti. E si è chiusa con una lista di record che ha superato ogni aspettativa. L’Olimpiade di Milano Cortina 2026 è stata un successo: di partecipazione e di risultati. Trenta le medaglie, di cui dieci d’oro, oltre a sei argenti e quattordici bronzi. Più di Lillehammer 1994, l’edizione dei Giochi Invernali che per 32 anni ha detenuto il primato di podi (20) e ori (sette) azzurri. Dieci le discipline su sedici che hanno visto l’Italia andare a medaglia: più di Norvegia (7), una in meno degli Stati Uniti. Almeno un podio azzurro in sci alpino, biathlon, sci di fondo, curling, pattinaggio di figura, freestyle, slittino, short track, snowboard e pattinaggio di velocità. Alcune inaspettate, altre attesissime.
Ne ha vinte tre Arianna Fontana (oro staffetta mista, argento 500 m, argento staffetta femminile) ha superato il record azzurro di medaglie olimpiche di tutti i tempi (14), detenuto precedentemente dalla leggenda della scherma Edoardo Mangiarotti (13). A livello all-time invernale la fuoriclasse dello short track azzurro è seconda ex aequo con l’ex biatleta norvegese Ole Einar Bjørndalen, ad una distanza dal primatista, il fondista norvegese Marit Bjørgen (15). È stata poi l’Olimpiade di Francesca Lollobrigida (oro nei 3.000 metri e 5.000 metri), la prima donna italiana a vincere il metallo più pregiato nel pattinaggio di velocità, nonché la prima azzurra in assoluto a riuscirci dopo Enrico Fabris (Torino 2006, oro nei 1500 metri e inseguimento a squadre). Risultati storici anche nello sci alpino e nel biathlon. Due ori per Federica Brignone (slalom gigante e super-G), come solo Alberto Tomba era riuscito a fare prima di lei nello sci alpino in una stessa edizione a cinque cerchi (slalom speciale e gigante Calgary 1988). Pagina memorabile quella scritta da Lisa Vittozzi nell’inseguimento femminile 10 km, il primo trionfo olimpico nella storia del biathlon azzurro.
Non è salita sul gradino più alto del podio, ma anche Sofia Goggia può regalarsi un primato dopo il bronzo in discesa libera. La bergamasca diventa infatti la prima sciatrice donna nella storia a salire per tre volte consecutive sul podio a cinque cerchi di specialità dopo l’oro di Pyeongchang 2018 e l’argento di Pechino 2022. Ma c’è tanto altro nel medagliere di Milano Cortina. Prima medaglia (bronzo nel team event) dell’Italia a squadre nel pattinaggio di figura (Sara Conti, Niccolò Macii, Charlène Guignard, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Rizzo e Lara Naki Gutmann), oltre al primo oro azzurro nella staffetta mista di short track (Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser). Poi la prima doppietta di trionfi nei doppi di slittino, maturata in poco più di mezz’ora: Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder al maschile; Marion Oberhofer e Andrea Voetter al femminile. Lo slittino esulta anche per il primo storico podio (bronzo) nel team relay (Dominik Fischnaller, Verena Hofer, oltre ai già citati Kainzwaldner, Rieder, Oberhofer e Voetter). E ancora: le prime medaglie azzurre nel freestyle (oro di Simone Deromedis e argento di Federico Tomasoni nello ski cross e il bronzo di Flora Tabanelli nel big air) e la prima medaglia di specialità nella team sprint di sci di fondo (il bronzo di Elia Barp e Federico Pellegrino). È davvero l’Olimpiade dei record.
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