Di Elisa Pugliese
“I record sono fatti per essere battuti, dopo 66 anni è giusto così”. Carola Mangiarotti, figlia dello schermidore Edoardo, fino a prima di Milano Cortina l’atleta italiano più medagliato di sempre alle Olimpiadi, ha commentato così, con entusiasmo, la quattordicesima medaglia vinta questa sera da Arianna Fontana, che ha dunque battuto il record del papà.
Sono parole che dicono davvero tanto e sono un insegnamento per molti. Con l’argento nella staffetta short track 3000 metri, Fontana è dunque diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi. Strappando il record appunto ad un mito dello sport italiano: lo schermidore che tra il 1936 e il 1960 fu capace di conquistare 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi (8 medaglie nella spada e 5 nel fioretto) nell’arco di 5 edizioni dei Giochi. Oltre a quelle nei Giochi, Mangiarotti vinse anche 26 medaglie a livello mondiale, metà delle quali d’oro.
Arianna Fontana, da parte sua, ha vinto 3 ori, 6 argenti e 5 bronzi da Torino 2006 a Milano Cortina. Passando per Vancouver 2010, Sochi 2014, Pyeongchang e Pechino 2022: in tutto addirittura sei edizioni olimpiche. Il primo podio, un bronzo venti anni fa, nella stessa gara che le ha consegnato il record, la staffetta 3000 metri.
Un argento figlio dell’impresa del gruppo (conquistato on le compagne di nazionale Arianna Sighel, Elisa Confortola, Chiara Betti e la riserva Gloria Ioratti), ma che diventa anche un sigillo storico sulla carriera di una campionessa senza tempo. La carriera di Arianna Fontana, 35 anni, è costellata di altri grandi successi. Oltre alle medaglie olimpiche, l’atleta di Sondrio ha vinto due Coppe del Mondo sulla distanza dei 500 metri; e una in staffetta. Vanta poi 25 medaglie d’oro europee e diverse medaglie ai Campionati mondiali, tra le quali spicca l’oro vinto a Mosca nel 2015.
E certamente un’altra grande medaglia da appuntare al petto è l’essere stata portabandiera alla cerimonia di apertura di questi Giuochi di Milano-Cortina allo stadio Giuseppe Meazza di Milano. Non solo: durante la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona ha avuto il compito di spegnere il fuoco olimpico. Il riconoscimento di una carriera e di una vita sportiva che va al di là di qualunque record.
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