Di Gianluca Pace
Due ori e due bronzi: lo slittino è stato il motore dell’Italia ai Giochi di Milano Cortina 2026. Sulla nuova pista di casa, intitolata a Eugenio Monti e demolita e ricostruita per le Olimpiadi, gli azzurri hanno firmato un exploit storico: oro nel doppio femminile con Andrea Voetter e Marion Oberhofer, oro nel doppio maschile con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, bronzo nel singolo con Dominik Fischnaller e terzo posto nella staffetta a squadre, composta anche da Verena Hofer, Rieder, Kainzwaldner, Fischnaller e Voetter.
L’11 febbraio resterà nella storia: in meno di un’ora l’Italia ha riscritto le gerarchie, interrompendo un digiuno che durava da vent’anni e riportando il titolo maschile a casa dopo Torino 2006. “È un oro incredibile, ci mancano le parole”, hanno detto Rieder e Kainzwaldner dopo il trionfo.
“Sin dal primo giorno di allenamento abbiamo trovato subito un bel rapporto con la Eugenio Monti, l’abbiamo sentita nostra. Oggi nella prima manche ci siamo resi conto di poter davvero competere per le medaglie. Ed è arrivata una manche perfetta”. Emanuel ha voluto dedicare il successo alla famiglia, mentre Simon ha aggiunto: “Penso di dedicarla al mio amico Walter, venuto a mancare solo due settimane fa; oggi sentivo che scendeva con me”.
Pochi minuti prima era toccato a Voetter e Oberhofer, prime campionesse olimpiche della storia nel doppio femminile: “Non volevamo fallire e abbiamo dato il massimo. Non avrei mai pensato di vincere l’oro: una medaglia sì, ma l’oro è ancora più speciale”.
Le due altoatesine hanno battuto le tedesche Eitberger/Matschina e le austriache Egle/Kipp, spezzando il dominio tedesco al femminile durato oltre trent’anni. “Sappiamo delle critiche a questa pista… ma penso che con queste medaglie abbiamo ringraziato chi ha lottato per averla”, ha aggiunto Voetter. Il volto della continuità è Fischnaller, bronzo come a Pechino 2022: “È una sensazione fantastica. Mi sento sollevato. Non ho dormito benissimo la notte scorsa. Mi sentivo come se avessi molta più pressione. Ma quando sono arrivato in pista, mi sono sentito calmo”.
Per il 32enne di Maranza, le medaglie olimpiche e la Coppa del Mondo conquistata nel 2023 e 2024 rappresentano il coronamento di una carriera legata a doppio filo allo slittino: “Non mi fermerò. Ora abbiamo una pista fantastica qui a casa, quindi lo slittino in Italia migliorerà ancora di più”. Dietro il capolavoro c’è la guida tecnica di Armin Zoeggeler, sei volte medagliato olimpico e oggi dt della nazionale: “È un bilancio veramente molto positivo – ha raccontato alla Gazzetta dello Sport -. Avevamo la grande responsabilità di gareggiare in casa: abbiamo restituito qualcosa. Le ragazze hanno dominato, i ragazzi hanno fatto un grande recupero. È la conferma di tutto il lavoro fatto negli ultimi due anni, allenamenti duri, spesso lontano dalla famiglia. Ora anche noi abbiamo una pista in casa e vuol dire davvero tanto, soprattutto per i giovani”.
La pista, un serpentone di oltre 1700 metri con 16 curve, è stata completamente ricostruita per garantire standard internazionali e sostenibilità ambientale.
Zoeggeler sottolinea l’importanza di questa struttura per il futuro: “Se la pista farà la fine di quella di Cesana dopo le Olimpiadi di Torino? Con due medaglie d’oro la politica è obbligata a tenerla aperta. Servirà per il movimento, per i nostri giovani, per lo sviluppo dello slittino, skeleton e bob”.
E mentre Milano-Cortina 2026 si chiude con il record di 30 medaglie italiane, è chiaro che il futuro della disciplina è più solido che mai. Come sottolinea Voetter: “Portiamo lo slittino nelle scuole: velocità e adrenalina, questo piace ai ragazzi. Se non provi non puoi capire, è così che si innamorano di questo sport”.


