Il 16 febbraio 2026, sullo Snowpark di Livigno, una ragazza di 18 anni si è avvicinata al kicker per la terza e ultima volta. Aveva già fatto due run impeccabili, ma era ancora lì, a settanta centesimi da chi la precedeva in classifica. Sapeva che avrebbe dovuto fare qualcosa di più, qualcosa di difficile, qualcosa che non aveva nemmeno la certezza di riuscire a chiudere. Con il legamento crociato del ginocchio destro lesionato, con un tutore che non nascondeva nulla, e con una finale olimpica che la guardava dal basso, Flora Tabanelli ha deciso di tirare fuori il double cork 1620. Ha spinto forte sul kick, ha volato, ha chiuso. 94.25 punti.
Quella run le è valsa il bronzo olimpico nel big air femminile di sci freestyle, la prima medaglia olimpica della storia italiana in questa disciplina e l’ha resa la più giovane atleta italiana a conquistare una medaglia a Milano Cortina 2026.
Nata a Bologna il 20 novembre 2007, Flora Tabanelli è il presente e il futuro dello sci freestyle italiano. Nel 2024, da portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Gangwon, ha vinto due medaglie d’oro, nello slopestyle e nel big air, diventando uno dei volti più promettenti del panorama internazionale. Nel 2025 ha aggiunto prima il titolo mondiale nel big air in Engadina, poi la Coppa del Mondo generale di freestyle e quella di specialità. A gennaio 2025 è diventata la prima italiana a vincere ai Winter X Games un oro nel big air ad Aspen.
Il 6 novembre 2025, durante un allenamento a Stubai, in Austria, Flora Tabanelli ha riportato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Per un’atleta che costruisce la sua disciplina su salti con rotazioni di 1440 e 1620 gradi, atterrando su neve con la massima precisione possibile, un infortunio del genere avrebbe potuto significare la fine della stagione e della partecipazione alle Olimpiadi di casa.
Il 16 febbraio, dopo 102 giorni dall’infortunio, Flora è entrata in finale con il tutore al ginocchio e con la consapevolezza che quella sarebbe stata l’unica gara possibile per le sue condizioni. Ha eseguito due run solide, pulite, ma non erano abbastanza poiché mancavano settanta centesimi per raggiungere la britannica Kirsty Muir, che la precedeva in terza posizione.
Sul kicker del terzo salto, mentre tutto il Livigno Snow Park tratteneva il respiro, Flora ha avuto un pensiero solo, farcela. Non aveva la certezza di chiudere quel double cork 1620, un trick tra i più difficili della specialità, ma aveva la voglia di provarci. Ha staccato, ha ruotato, ha atterrato. Pulita. Ha aspettato il punteggio. 94.25. La standing ovation del pubblico è partita prima ancora del numero definitivo.
Con questa medaglia, la Tabanelli è entrata nella storia sotto diversi profili. È la più giovane medagliata italiana di Milano Cortina 2026. È la prima atleta azzurra a salire sul podio sia ai Giochi Olimpici Giovanili che ai Giochi Olimpici Invernali — un’impresa che, tra le donne, non era mai riuscita a nessuna. È la prima medaglia olimpica nella storia dello sci acrobatico italiano, regalando alla Nazionale lo storico podio in una tredicesima disciplina olympica differente nel corso degli stessi Giochi.
Tutto questo a 18 anni, con un crociato lesionato, davanti alla sua famiglia, nel paese che nel freestyle l’ha adottata come figlia.
“Vincere una medaglia olimpica penso possa ispirare i più giovani, avvicinarli a questo sport”, ha detto. Ci sono atleti che vincono medaglie, e poi ci sono atleti che, vincendole, cambiano qualcosa nel modo in cui si guarda uno sport, una nazione, un’intera generazione, ecco Flora Tabanelli appartiene alla seconda categoria.
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