Di Gianluca Pace
Lo sport come strumento di pace, veicolo culturale ed economico e ambasciatore del made in Italy nel mondo. È questo il filo conduttore della seconda Giornata dello sport italiano nel mondo, celebrata a Villa Madama e dedicata al tema “Montagna e Mare”, in vista dei grandi eventi internazionali del 2026, dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina ai Giochi del Mediterraneo di Taranto. “Lo sport praticato è uno strumento di pace: ricordiamo il disgelo Usa-Cina con la diplomazia del ping pong e che ai tempi delle Olimpiadi si interrompevano le guerre”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Lo sport è parte della nostra politica estera e motore per la crescita del Paese”, ha aggiunto, spiegando che l’industria sportiva rappresenta uno “straordinario strumento per far crescere l’esportazione dei nostri prodotti, che sono tutti di qualità”. In quest’ottica i Giochi di Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione unica: “Il prossimo 19 ottobre saremo all’Onu per parlare del rispetto della tregua olimpica. Speriamo che questo auspicio si concretizzi: sarebbe il più grande segnale che il nostro Paese può dare al mondo”, ha detto il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò.
Sulla stessa linea il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “Celebrare quando si vince è troppo facile, noi vogliamo celebrare l’impegno quotidiano. Ci auguriamo che il mondo possa pacificarsi anche grazie allo sport”. Durante la giornata è stato firmato un protocollo d’intesa tra Farnesina, Ministero dello Sport, Coni e Cip per rafforzare la collaborazione e promuovere il sistema Italia all’estero. “Firmiamo un impegno formale per lavorare insieme e dare stabilità alle imprese che devono pianificare”, ha detto Tajani. Centrale il ruolo degli atleti come ambasciatori. “Questi ragazzi sono ambasciatori dell’Italia nel mondo, ogni atleta che indossa la maglia della nazionale è un nostro ambasciatore”, ha dichiarato Tajani, annunciando la nomina di undici nuovi ambasciatori della diplomazia dello sport: da Gianfranco Zola a Vincenzo Montella, da Gigi Di Biagio a Sofia Cantore, da Kimi Antonelli a Maurizio Margaglio, passando per Niccolò Campriani, Gianluca Pascucci, Alessandro Calbucci, Dario Capelli e Carola Saletta. “Devono fare in modo che la loro personalità sia utile al sistema Italia, promuovendo il nostro Paese e favorendo la crescita”.
Un concetto ribadito dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: “Questi atleti diventano il corpo diplomatico dello sport, un prodotto importantissimo per il brand Italia”. Per il presidente del Cip Marco Giunio De Sanctis lo sport paralimpico “è parte della stessa galassia e può essere un veicolo comunicativo e culturale”.
Non solo immagine, ma anche sostegno concreto: “Dobbiamo aiutare e sostenere gli atleti che studiano – ha detto Tajani –. La scuola e l’università li devono accompagnare, perché non sono fannulloni ma hanno diritto di realizzarsi anche dal punto di vista culturale”.



