Indagine Salesiani per il sociale: 1 studente su 4 si sente escluso a scuola

Di Elisa Pugliese

Come emerso dall’indagine condotta da Salesiani per il sociale, rete associativa impegnata nell’accoglienza nell’educazione e nella tutela di bambini e ragazzi vulnerabili, uno studente su quattro si sente escluso a scuola. Se per l’84% degli studenti la scuola è importante per il proprio futuro, più della metà afferma di andarci volentieri, al 14% capita molto o abbastanza di pensare che sarebbe meglio interrompere gli studi. Inoltre, un ulteriore 15% non è pienamente convinto di continuarli, per un totale di 3 su 10 debolmente legati alla scuola, mentre per 1 su 4 è molto o abbastanza forte il sentimento di essere escluso dalle attività proposte a scuola.

Alla luce dei dati esposti, ogni anno si rinnova l’impegno della rete associativa Salesiani per il sociale, che attraverso progetti fondati sull’educazione partecipativa, anche attraverso una ricerca che mira ad indagare il benessere scolastico dei ragazzi, offre un aiuto concreto per favorire il coinvolgimento e il benessere degli studenti e combattere l’abbandono scolastico. Ad oggi, sebbene il calo sia superiore alla media UE pari al 9,5%, è purtroppo ancora lontano dal traguardo di meno del 9% fissato dall’UE per il 2030.

Come dichiarato dal Presidente nazionale di Salesiani per il sociale, Don Francesco Preite, “in una fase segnata da crescenti disuguaglianze e povertà educativa, la scuola deve essere molto più di un luogo di apprendimento: deve diventare un presidio di inclusione e giustizia sociale. Ci impegniamo ogni giorno per non lasciare indietro nessun ragazzo, riaccendendo la motivazione allo studio, offrendo ascolto autentico, esperienze concrete e la presenza costante degli educatori. In sinergia con famiglie e scuole, costruiamo contesti educativi fondati su fiducia, accoglienza e accompagnamento. Seguendo il sistema preventivo di don Bosco, sosteniamo i più fragili affinché possano sviluppare le proprie potenzialità e costruire, attraverso l’educazione, un futuro dignitoso”.

Ma come lo sport può aiutare l’inclusione a scuola ed essere elemento utile per prevenire l’abbandono scolastico? Lo sport educativo e di qualità, risponde don Francesco, si rivela un potente strumento in cui non si pensa unicamente alla competizione come unico elemento da valutare. Al primo posto si afferma il concetto dello sviluppo armonico della persona, del ragazzo che viene accolto e accompagnato per sviluppare il proprio potenziale. Lo sport nelle scuole può avere un ruolo cruciale capace di sviluppare non soltanto la potenzialità fisica ma anche quello emotiva, il dialogo e l’attenzione. Il gioco come fattore di inclusione, capace di abbattere le barriere e avere forza democratica. Sviluppo delle relazioni, entrare in contatto e gestire la propria relazione emotiva, stimolare la motivazione e ridurre l’ansia. Lo sport può aiutare i ragazzi a rimanere legati alla scuola, dare spazi per sentirsi accolti e valorizzati. Aiutando i più fragili, utilizzando un linguaggio giovanile e universale. Infine, è necessario ricordarsi che da soli nulla è possibile: la scuola, lo sport, le associazioni si devono unire, poiché soltanto nella dinamica di comunità e di rete si possono aiutare tutti i ragazzi.