Di Gabriele Mezzacapo
Dal 18 al 24 agosto la PGS Lazio ha organizzato il cammino di Santiago de Compostela, un’esperienza per il gruppo dei 19 ragazzi partecipanti che hanno così potuto coniugare sport e spiritualità in un momento unico di accrescimento personale all’insegna dei valori di Don Bosco.
Nel 2025, il contesto culturale e spirituale del Cammino Portoghese di Santiago ha assunto un’importanza speciale anche a livello istituzionale. Il 6 febbraio 2025, Regione Lazio e Comunità Autonoma della Galizia hanno firmato un memorandum d’intesa intitolato “I cammini della spiritualità – Via Francigena e Cammino di Santiago di Compostela” presso l’ambasciata italiana presso la Santa Sede. Mons. Rino Fisichella lo ha definito uno “strumento per incrementare ancora di più il valore del pellegrinaggio”. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato che l’accordo vuole valorizzare questi antichi cammini, imparando dall’esperienza galiziana nell’accoglienza del pellegrino e puntando su turismo lento, sostenibile e identitario. Tra le iniziative promosse anche una mostra culturale presso il WeGil a Trastevere intitolata “Gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa: dalla Via Francigena ai Cammini di Santiago”, per approfondire il valore storico e spirituale dei percorsi di fede.
Il Cammino Portoghese è la via più popolare verso Santiago dopo il Cammino Francese. Il tracciato costiero inizia spesso da Lisboa o Porto, attraversa paesaggi rurali e costieri, e termina a Santiago percorrendo circa 240 km. Il percorso offre una combinazione di elemento spirituale, bellezza naturale (porto, foreste, villaggi) e accessibilità: pianeggiante, ben segnalato, con strutture di accoglienza diversificate. Inoltre, l’evento organizzato dalla PGS Lazio si incardina nell’anno Giubilare rendendo questa esperienza un’opportunità unica per vivere un momento di fede e riflessione personale.
Il Cammino Portoghese di Santiago nel 2025 si carica di significati nuovi e l’esperienza organizzata dalla PGS Lazio ha voluto risaltare questo momento storico svolgendo il Cammino non solo per vivere l’esperienza di pellegrinaggio su di un’antica via meta per tutti i cristiani, ma soprattutto per simboleggiare con la sua presenza un rilancio culturale e spirituale portando gli insegnamenti di Don Bosco nell’anno giubilare. Segnale concreto di apertura, scambio tra le anime del cristianesimo unite da una stessa spiritualità, storia e la vocazione al viaggio lento.



