Di Mattia Zucchiatti
Si sono aperti a Piazza del Popolo e si sono chiusi allo Stadio Olimpico. L’edizione 2026 dei Giochi della Gioventù va in archivio con oltre 6mila protagonisti delle finali nazionali. “Li abbiamo sognati, voluti e, finalmente, realizzati, tutti insieme”, ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Ed è proprio così: nel 2023 un protocollo ad hoc segnò la rinascita di una competizione nata 54 anni fa, che negli anni ha subito due interruzioni, una nel 1996 e una seconda nel 2017. Oggi sono di nuovo realtà. Una manifestazione che mette insieme scuola e sport, asset strategici e alleati dell’educazione di ogni bambino e ragazzo. Allo Stadio Olimpico è andata in scena la celebrazione della fine di un percorso lungo un intero anno scolastico, che ha visto coinvolti, tra fasi d’istituto, fasi provinciali e fasi regionali, più di 105mila alunni e studenti in circa 4mila eventi su tutto il territorio nazionale.
Gli studenti, insegnanti e accompagnatori hanno cantato e ballato grazie alle performance live di alcuni degli artisti più amati dai giovani: Michele Bravi, Trigno ed Ermal Meta, che hanno infiammato gli spalti dell’Olimpico. Ad accompagnare i ragazzi nell’ultimo giorno di questa avventura anche il campione olimpico Marcell Jacobs e gli ambassador del team “Illumina” di Sport e Salute oltre a tanti altri campioni sportivi coinvolti da CONI, CIP e dalle Federazioni sportive protagoniste.
A consegnare i premi sono stati il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma. Il Premio “Giochi della Gioventù” è stato vinto dalla Regione Piemonte, seguita al secondo posto dalla Lombardia, mentre sul gradino più basso del podio è salita la delegazione della Puglia. Consegnati a tre studenti anche i Premi “Rispetto, Lealtà e Partecipazione”.
“Abbiamo vissuto quattro giorni emozionanti, la rappresentazione plastica della felicità, della spensieratezza, del piacere di stare insieme, di vivere lo sport senza la pressione della prestazione, del dover per forza arrivare primi – le parole di Abodi -. Ci sono state delle classifiche finali, ma dopo aver visto il coinvolgimento di 5.000 ragazzi e ragazze e 1.400 docenti a Piazza del Popolo per la cerimonia d’apertura e oggi allo Stadio Olimpico per le premiazioni e la chiusura dei Giochi, posso dire che il riconoscimento più grande lo abbiamo ricevuto noi che abbiamo sognato, progettato e realizzato questo appuntamento che torna a essere una tradizione”.


