Di Gianluca Pace
“Da 60 anni valorizziamo quello che lo sport ci chiede: inclusione, solidarietà, competitività nella correttezza, rispetto degli avversari. Valori che sono declinati alla nostra storia: passione educativa, attenzione agli ultimi, sport per tutti”. Con queste parole il presidente della PGS Borgo Don Bosco, Antonello Assogna ha sintetizzato lo spirito che ha guidato per decenni la storica polisportiva romana, punto di riferimento nel quartiere Prenestino-Centocelle. E proprio lo scorso 24 giugno, nella cornice dell’Istituto Salesiano Borgo Ragazzi Don Bosco di via Prenestina, si è celebrato il sessantesimo anniversario della sua fondazione. Un traguardo importante, che è stato festeggiato con una giornata densa di significato e partecipazione.
L’evento si è aperto alle ore 18, con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Caracas, il monsignor Raúl Biord Castillo. Subito dopo, presso la Sala Biavati, si è tenuta la tavola rotonda “Lo sport al servizio dei giovani”, moderata dal giornalista sportivo di Sky Paolo Assogna. L’incontro ha visto la partecipazione di numerose personalità delle istituzioni civili e sportive, e si è aperto con una serie di videomessaggi da parte di figure di rilievo: il presidente uscente del Coni Giovanni Malagò, il Rettor Maggiore dei Salesiani Don Fabio Attard e il presidente nazionale delle PGS, Ciro Bisogno. È stato inoltre proiettato un video che ha raccontato il cuore delle attività della Polisportiva. Alla tavola rotonda sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni locali: il consigliere dell’Assemblea Capitolina Andrea Alemanni, il presidente della Commissione “Cultura, spettacolo, sport e turismo” del Consiglio regionale del Lazio Mario Luciano Crea, il presidente del V Municipio Mauro Caliste e il presidente del Coni Lazio, Alessandro Cochi.
Fondata nel 1965, la PGS Borgo Don Bosco è nata nel solco della tradizione salesiana, raccogliendo l’eredità della U.S. Cadmea, istituita nel 1948 per volontà di Don Cadmo Biavati, primo direttore dell’Opera salesiana Borgo Ragazzi Don Bosco. Fin da subito la missione è stata chiara: offrire ai giovani un luogo dove crescere attraverso lo sport, in un contesto educativo, inclusivo e attento alle fragilità sociali. “Lo sport è anche cultura del saper vincere e del saper perdere, riconoscendo il valore degli altri – ha spiegato il presidente Assogna –. Siamo in un’area difficile dal punto di vista sociale, oggi attraversata da giovani provenienti da molte parti del mondo, e noi siamo un piccolo mondo all’interno di questa grande città. Il messaggio che vogliamo continuare a mandare per i prossimi 60 anni è quello di guardare sempre ai giovani, all’inclusione e allo sport come modello educativo. Questa per noi è la priorità”.
Nel corso degli anni la polisportiva ha coinvolto bambini, adolescenti e giovani adulti in numerose discipline: calcio, basket, pallavolo, atletica, judo e scacchi. Oltre 30 i trofei conquistati, ma i risultati sportivi non sono mai stati l’unica priorità. Al centro, da sempre, la persona, la relazione, la crescita.
Tra gli ex allievi più noti, l’attaccante del Monza Gianluca Caprari, che ha mosso i suoi primi passi da calciatore proprio nella polisportiva di via Prenestina: “Sono passati tanti anni da quando frequentavo il Borgo – ha spiegato in un video messaggio speciale – ero solo un bambino, ma ricordo tutt’oggi con grande affetto le giornate passate lì a giocare”.



