Pape Mokodu Fall: da immigrato irregolare a stilista affermato, passando per il Borgo Don Bosco

Di Gabriele Mezzacapo

Sabato 28 giugno si è svolta una grande festa per celebrare i sessant’anni della PGS Borgo Don Bosco, cuore pulsante dell’oratorio e centro sportivo del Borgo Ragazzi Don Bosco nel quartiere Don Bosco a Roma. L’evento ha unito in un solo abbraccio sport, amicizia e memoria, coinvolgendo giovani e famiglie della zona.

Fondato il 4 giugno 1965 sulla via Prenestina come nucleo educativo per ospitare giovani in difficoltà, negli anni il Borgo Don Bosco ha sviluppato un ampio ventaglio di attività guidate dai Salesiani tra cui la formazione professionale, l’accoglienza, l’oratorio, la consulenza e il centro polivalente per ragazzi più fragili.

La festa ha messo al centro la dimensione sportiva – tra calcio, volley e attività ludico-ricreative – simbolo di inclusione, passione e comunità. In particolare, la PGS Borgo Don Bosco ha organizzato un torneo di volley femminile per celebrare la ricorrenza, dando ufficialmente il via alla competizione. Momenti di riflessione, memoria e testimonianze hanno reso la giornata profonda e radicata nel metodo educativo boschiano, centrandosi sul sistema preventivo fondato su ragione, religione e amorevolezza.

Da semplice oratorio post-bellico, il Borgo si è trasformato in un complesso strutturato, comprendente un Centro di Formazione Professionale, una casa-famiglia, una comunità semi-residenziale, una consulenza psicopedagogica nonché, infine, oratorio e centro giovanile dove le attività sportive, musicali e ricreative sono il cuore pulsante dell’attività delle PGS. Da decenni, infatti, i Salesiani, operatori e volontari, operano in sinergia per sostenere giovani e famiglie in difficoltà, incarnando l’ideale educativo di don Bosco “vedere il bene in chi è ai margini” e dare loro strumenti per volare con le proprie ali.

È la testimonianza di Pape Mokodu Fall, artista e stilista senegalese che arrivato in Italia nel 1996 ha trovato nelle PGS e nello sport, il basket, un rifugio, una casa e una famiglia che ha permesso lui di spiccare il volo e di perseguire il sogno di diventare, come oggi è, un artista di fama internazionale e uno stilista organizzatore di eventi come la Paris Fashion week e la Milano Fashion. La prima cosa che mi ha detto Mokodu è anche quella che dà il senso di tutta l’attività delle PGS e di chi opera nelle PGS: Antonello Assogna è stato come un padre per me perché mi ha permesso tramite il don bosco e la squadra del basket delle PGS di darmi una nuova vita in Italia e la possibilità di essere ciò che sono oggi”. Una testimonianza che vale più di mille parole visto che la storia di Mokodu, arrivato come immigrato irregolare in Italia e grazie alla PGS aiutato nella regolarizzazione della sua posizione, rappresenta l’essenza dell’attività e degli insegnamenti di Don Bosco, ovvero guardare sempre agli ultimi e non lasciare nessuno indietro. Proprio come accaduto con Mokodu che oggi da artista affermato porta sempre nel cuore Roma e il Borgo, a testimonianza di come questi primi 60 anni della polisportiva abbiano segnato la vita di tanti uomini e donne passate per quell’angolo di via Prenestina. “Se non ci fosse stato il Don Bosco sarei rimasto un clandestino e non avrei vissuto la vita che vivo ora”. Non servono davvero altre parole per descrivere le attività delle PGS.