Papa Leone XIV riceve gli azzurri di Milano Cortina: “Testimoni di un modo bello di abitare il mondo”

Di Mattia Zucchiatti

La “pace disarmata e disarmante” è scesa tra le vette delle Tofane, danzando sul ghiaccio, accompagnando il rilascio di ogni stone. I Giochi di Milano Cortina non sono stati solo una competizione, ma il manifesto di “un modo bello di abitare il mondo”, secondo le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante l’udienza nella Sala Clementina, seconda loggia del Palazzo Apostolico, con i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Ad accompagnare gli atleti i presidenti di Coni e Cip, Luciano Buonfiglio e Marco Giunio De Sanctis, insieme ai rappresentanti degli enti locali che hanno ospitato le venue.

“Vi accolgo con gioia dopo la fine dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno diffuso nel mondo, insieme a competizioni di altissimo livello, anche un nobile messaggio umano, culturale e spirituale – ha detto il Pontefice –. Grazie per ciò che avete testimoniato. Lo sport, quando viene autenticamente vissuto, non resta soltanto una prestazione, ma una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, di fatica, di attesa, di cadute e di ripartenze. Durante i Giochi abbiamo visto non solo corpi in movimento, ma storie, storie di sacrificio, di disciplina, di tenacia, in modo particolare nelle competizioni paralimpiche abbiamo osservato come il limite possa diventare luogo di rivelazione, non qualcosa che ostacola la persona ma che può essere trasformato, persino trasfigurato in vincolante qualità”.

Papa Leone XIV ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e anche le due fiaccole. Simboli di pace in un momento difficile per il mondo. “Ho voluto ricordare in occasione di questi Giochi il valore della Tregua Olimpica: con la vostra presenza avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente affatto retorica. Spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro – ha spiegato -. Al contempo sappiamo bene che lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping, quella del profitto che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo, quella della spettacolarizzazione che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive la vostra testimonianza è essenziale. Cari atleti, voi siete stati testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo, portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi, che si possa vincere senza umiliare, che si possa perdere senza perdere se stessi. E questo vale anche oltre lo sport, nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli, perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia ma una ricchezza”. E in un’epoca di grandi sfide climatiche “questi Giochi ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune”, ha aggiunto.

Al termine dell’udienza una delegazione composta da alcuni atleti olimpici e paralimpici ha fatto visita al vicino Dispensario Pediatrico Santa Marta per l’incontro con alcune famiglie. Il Dispensario, oltre a generi di prima necessità, garantisce a circa 500 famiglie (quasi tutte straniere e senza assistenza sanitaria) visite mediche specialistiche gratuite (ai piccoli e alle mamme) con i medici dell’Ospedale Pediatrico ‘Bambino Gesù’, del Policlinico ‘Gemelli’ e di altre strutture. L’incontro tra sport e sociale. Un modo bello di abitare il mondo.