Sport antidoto alle dipendenze

Di Giampiero Guadagni

Sport, lavoro, vita sana, dimensione spirituale dell’esistenza. “Questa è la strada della prevenzione delle dipendenze”. Così Leone XIV  nel videomessaggio inviato alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze che si è svolta lo scorso 7 novembre all’Auditorium della Tecnica di Roma. La realtà delle dipendenze oggi è particolarmente complessa. A quelle “tradizionali” come droga e alcol, se ne sovrappongono e intrecciano nuove, generando fragilità e problemi spesso sconosciuti in passato, e questa realtà richiede risposte coraggiose e concrete. Il Papa mette in guardia da quelle forme di dipendenza “legate all’uso crescente di Internet, computer e smartphone”, un fenomeno che “si associa non solo a chiari benefici ma a un uso eccessivo che spesso sfocia in dipendenze con conseguenze negative per la salute, come gioco compulsivo, scommesse, pornografia”.

Papa Prevost incoraggia “gli sforzi dei genitori e delle varie agenzie educative, come la scuola, le parrocchie, gli oratori, volti ad ispirare nelle giovani generazioni i valori spirituali e morali, perché si comportino da persone responsabili. Gli adolescenti e i giovani hanno bisogno di formare la coscienza, di sviluppare la vita interiore e di instaurare con i coetanei rapporti positivi e con gli adulti un dialogo costruttivo, per diventare gli artefici liberi e responsabili della propria esistenza”. Aggiunge il Pontefice: “La paura del futuro e dell’impegno nella vita adulta che si osserva fra i giovani li rende particolarmente fragili. Spesso non sono spronati a lottare per un’esistenza retta e bella; hanno la tendenza a ripiegarsi su se stessi”. Importante, nell’ambito di una politica di prevenzione del disagio giovanile, “incrementare l’autostima delle nuove generazioni, per contrastare il senso di insicurezza e instabilità emotiva favorito sia dalle pressioni sociali, che dalla stessa natura della fase adolescenziale”.

Sulla stessa linea il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: la dipendenza è una “patologia che è l’espressione del disagio dell’anima” e “lo sport da questo punto di vista rappresenta una rete straordinaria, fa parte di quella catena del valore che passa proprio dalla capacità di accorciare le distanze, stabilire rapporti e offrire delle opportunità”. Sottolinea ancora Abodi: “Le 120.000 società e associazioni sportive dilettantistiche del Paese non sono certamente preparate ad una responsabilizzazione di questo tipo, ma noi stiamo cercando di lavorare perché ognuno diventi non soltanto un presidio nell’ambito del quale allenare il corpo, ma in qualche maniera anche cominciare a individuare come fattore primario proprio di prevenzione”.

Il messaggio arrivato dalla Conferenza sulle dipendenze è stato neanche troppo indirettamente raccolto dalle Polisportive Giovanili Salesiane che con il contributo del Dipartimento per lo Sport hanno promosso a Cattolica dal 14 al 16 novembre (potete leggere il servizio nella sezione “Il fatto”) il convegno dal titolo “PGS Sport Insieme: dove il gioco diventa comunità”, organizzato con la consueta passione dal Coordinatore Nazionale dell’Ufficio Progetti PGS Ruggiero Russo Un tema, quello delle dipendenze dei giovani, che è stato il motivo conduttore di tanti interventi, a partire da quello dello psicoterapeuta Alberto Pellai. E proprio in questa direzione a Cattolica, come potete leggere nella sezione “Approfondimento” ha preso forma un nuovo network sportivo-educativo, pensato per rafforzare il ruolo dello sport come spazio di crescita, inclusione e coesione.