Restiamo umani

Di Giampiero Guadagni

La scuola, la famiglia e il lavoro sono i luoghi decisivi per custodire la libertà umana nell’epoca digitale. Questo è uno dei messaggi contenuti nella “Magnifica humanitas”, la prima Enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale.

Messaggio rivolto in particolare ai giovani e a chi vive al loro fianco. È dunque una vera e propria alleanza educativa quella che prospetta il Pontefice, con l’obiettivo di recuperare libertà interiore e capacità di pensiero critico. Nell’Enciclica non c’è un esplicito riferimento, ma certamente lo sport – nel magistero e anche nell’esperienza personale di Papa Prevost – rientra a pieno titolo in questa proposta.

Suddiviso in cinque capitoli, il documento parte da un assunto: la tecnologia non è una “forza antagonista rispetto alla persona” e neppure “di per sé un male”. Tuttavia, essa “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”. Di qui, il richiamo del Pontefice a “restare umani”, seguendo la logica della corresponsabilità (termine che nel testo è utilizzato in varie modalità per ben 97 volte), della sussidiarietà, della comunione.

L’appello a “restare umani” è il filo rosso dell’Enciclica, che in proposito sottolinea: filosofie come quelle che fanno capo al cosiddetto “transumanesimo” e al “postumanesimo”, costituiscono “lo sfondo ideologico che abita alcuni centri di potere tecnologico e colonizzano l’immaginario collettivo in forma semplificata, specie nei media e nelle reti sociali, inducendo l’entusiasmo per le nuove tecnologie con una visione futuristica di ’uomo potenziato’ oppure di ’uomo ibridato’ con la macchina”.  In nome del progresso “si può arrivare a immaginare ’sacrifici necessari’ e a far pagare ai più fragili il prezzo di una presunta ottimizzazione della specie. La finitudine, quando è accolta nella verità, non impoverisce l’essere umano ma lo apre al riconoscimento del volto di Dio e dell’altro”. Del resto “proprio perché sperimenta il limite – la vulnerabilità, il dolore, il fallimento – egli può riconoscere la propria e l’altrui dignità come inviolabile”. 

Il transumanesimo denunciato dal Papa è il movimento che mira a superare i limiti umani attraverso la tecnologia, aumentando la longevità e creando corpi e menti cyborg,

Un esempio plateale è rappresentato dagli “Enhanced Games” i “Giochi potenziati” che si sono svolti domenica 24 maggio a Las Vegas. Prevedevano gare di nuoto, di atletica e di sollevamento pesi, consentendo agli atleti di doparsi e di usare mezzi tecnologici avanzati ma banditi dalle normali competizioni sportive. Gli organizzatori hanno proiettato su un maxi-schermo le sostanze usate dagli atleti dopati: il 90,5% ha fatto ricorso al testosterone o agli steroidi; il 78,6% agli ormoni della crescita; il 61,9% agli stimolanti, il 40,5% all’Epo (l’ormone che stimola la produzione di globuli rossi). Alla fine è stato battuto un solo record mondiale, quello dei 50 metri di nuoto. Ma i risultati degli atleti dopati sono notevoli, considerando che non si trattava di atleti ai massimi livelli olimpici.

In questo evento c’entra poco lo sport; molto invece c’entrano gli interessi economici: quelli dell’industria tecnologica e della Silicon Valley Enhanced, la società che ha dato nome ai Giochi, ha speso più di 50 milioni di dollari. Il suo obiettivo è vendere al grande pubblico farmaci e prodotti che aiutino a superare le prestazioni naturali. Fondatore di Enhanced  è Aron D’Souza, l’ideatore di Objection (il sistema di Ai pensato per verificare le informazioni dei media), socio in affari del miliardario ultraconservaore Peter Thiel, fondatore di Palantir e tra i principali esponenti del transumanesimo.

Non è che l’inizio, dicono gli ideatori di questi Giochi. Una promessa che suona come una minaccia. Intanto alla salute. L’Agenzia mondiale antidoping  ricorda gli effetti collaterali dell’uso di steroidi a lungo termine, come i rischi cardiovascolari e la possibilità di sviluppare disturbi psichiatrici. Ma la minaccia di fondo è alla “Magnifica humaitas”, che come scrive il Papa all’inizio della sua Enciclica “si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”.

Foto IPA