Di Gianluca Pace
Lo sport appassiona i giovani come nessun altro settore. Secondo The Careers & Enterprise Company, l’ente indipendente per l’orientamento professionale del Regno Unito, il 29% degli studenti che iniziano la scuola secondaria a 11 anni indica il lavoro sportivo tra le proprie ambizioni di carriera, superando nettamente le professioni artistiche (19%) e la cura degli animali (15%). Una passione che, sempre più, si traduce in concrete opportunità occupazionali, in un mercato del lavoro che sta cambiando rapidamente anche dentro il mondo dello sport. I numeri lo confermano. Secondo Eurostat, nel 2024 erano circa 1,6 milioni le persone occupate nel settore sportivo nell’Unione europea, con una crescita del 6,5% su base annua, un trend positivo che si consolida dopo la frenata pandemica. Oltre un terzo di questi lavoratori, il 36,8%, ha tra i 15 e i 29 anni, una quota più che doppia rispetto alla media degli altri comparti, a testimonianza di quanto il settore rappresenti un punto di ingresso privilegiato per i giovani nel mercato del lavoro. Sul fronte economico, secondo le stime dell’EU Sport Satellite Account, lo sport contribuisce a circa il 3,4% del PIL dell’Unione europea, generando milioni di posti di lavoro diretti e indiretti lungo tutta la filiera. In crescita anche l’occupazione femminile: nel 2024 le donne occupate nel settore hanno raggiunto quota 721.100, il livello più alto mai registrato, con un incremento del 4,2% rispetto all’anno precedente. Ma il settore non è più quello di un tempo. La digitalizzazione sta ridisegnando i confini del lavoro sportivo: secondo analisti ed esperti del comparto, lo sport non è più un affare riservato agli atleti, ma replica la struttura di un’organizzazione complessa, con funzioni che spaziano dal marketing alla finanza, dai dati ai media fino alle operations. Nascono così figure professionali nuove, lontane dagli stereotipi del campo da gioco, che richiedono competenze tecniche e trasversali insieme.

RUSSIA, KAZAN – FEBRUARY 22, 2024: Russia’s Pyotr Rikunov competes in the men’s cybercycling final at the Uram Extreme Park during the Games of the Future, an international multi-sports tournament in the phygital concept, at Tatneft Arena. The Games of the Future is a new-format sports show combining competitions in the physical and digital dimensions. Kirill Kukhmar/TASS/Sipa USA
Tra le dieci professioni in più rapida ascesa spiccano il digital sport producer — che gestisce contenuti video, podcast e dirette per club e federazioni — e lo sports data analyst, che elabora dati di performance, biometrici e tattici al servizio di allenatori e staff tecnico. Il club media manager costruisce l’identità digitale delle società sportive, mentre l’eSports manager coordina team di videogiochi competitivi con un profilo manageriale a tutto tondo. Lo sport-tech specialist lavora su realtà aumentata, wearable e intelligenza artificiale applicata all’allenamento e alla tattica; il sustainability sport manager si occupa invece dell’impatto ambientale di eventi, stadi e club, progettando strategie di transizione verso modelli più sostenibili. Completano il quadro il fan engagement manager, che studia i comportamenti della community e progetta esperienze di fidelizzazione; il performance sport scientist, che combina fisiologia, biomeccanica e tecnologia per ottimizzare le prestazioni e prevenire gli infortuni; e l’event & sport experience manager, che organizza eventi live, digitali e ibridi con attenzione all’esperienza complessiva del pubblico. Chiude la lista lo sport trader, operatore sui mercati delle quote sportive con approccio analitico e gestione strutturata del rischio. Professioni diverse per competenze e contesti, accomunate da un filo conduttore: lo sport come ecosistema in cui passione e metodo non si escludono, ma si rinforzano a vicenda.



