Sport Nautici PGS: “Il mare come palestra di vita e di futuro”

L’inclusione, l’educazione e il divertimento salgono su una tavola da surf, spiegano le vele e cavalcano le onde. Il progetto dedicato agli sport nautici delle PGS procede a gonfie vele, offrendo nuove opportunità di crescita, socializzazione e scoperta attraverso il contatto con il mare. Per conoscere più da vicino le attività, gli obiettivi e le prospettive del settore, Juvenilia ha intervistato Claudio Scotton, responsabile nazionale degli sport nautici PGS.

Il Settore Sport Nautici PGS sta vivendo una fase di crescita. Da dove nasce questo percorso?

Nasce dalla volontà di valorizzare il mare come opportunità educativa e sportiva, in piena sintonia con la missione PGS. Vela, windsurf, SUP e wingfoil sono discipline che permettono di coinvolgere persone di ogni età e capacità. Vogliamo costruire una rete tra associazioni, scuole, università e centri nautici, offrendo ai giovani occasioni di pratica, formazione e crescita professionale, sempre nel segno dei valori educativi dello sport.

Quali valori possono trasmettere gli sport nautici ai giovani?

Il mare insegna a conoscere i propri limiti, sviluppare autonomia, equilibrio e capacità di affrontare le difficoltà. Queste discipline educano alla collaborazione, al rispetto degli altri e alla sicurezza. Fondamentale è anche il rapporto con l’ambiente: conoscere il mare significa imparare ad amarlo e proteggerlo.

Le collaborazioni con le università, il Centro Velico Naregno, Lido Surfing Club e VDWS stanno ampliando le prospettive del settore. Quali opportunità offrono?

Sono collaborazioni strategiche per qualificare la nostra proposta formativa. Ai percorsi avviati con l’Università di Torino e il Centro Velico Naregno -nostro Centro di Formazione Nazionale di Sport Nautici- si sono aggiunti nel 2026 la partnership con VDWS (Verband Deutscher Wassersport Schulen), realtà internazionale di riferimento, il progetto con l’Università di Genova e con Lido Surfing Club. Vogliamo offrire ai giovani competenze riconosciute e nuove opportunità per diventare tecnici ed educatori sportivi, trasformando una passione in una possibile professione. Accanto alle collaborazioni con le Università di Genova e Torino e con VDWS, finalizzate anche alla certificazione delle qualifiche conseguite attraverso i rispettivi percorsi formativi, nel corso del 2027 saranno previsti i corsi di formazione PGS per i diversi livelli tecnici di Alleducatore. Un programma che punta a consolidare le competenze degli operatori e ad ampliare progressivamente il numero di istruttori qualificati nel settore degli sport nautici

Quali riscontri avete ricevuto dai corsi di aggiornamento per insegnanti?

I riscontri sono stati molto positivi. Abbiamo puntato su una formazione pratica, permettendo ai docenti di sperimentare direttamente le diverse discipline. Un ringraziamento particolare va a Lido Fitness di Genova e alla sua sezione nautica Lido Surfing Club, che hanno messo a disposizione strutture, istruttori e attrezzature. Gli insegnanti hanno apprezzato le potenzialità didattiche degli sport nautici, confermando l’importanza della formazione come strumento per avvicinare i giovani al mare.

Quali ostacoli bisogna superare per diffondere gli sport nautici nelle scuole?

Le principali difficoltà riguardano costi, trasporti, strutture, attrezzature e sicurezza. Bisogna inoltre superare l’idea che siano sport riservati a pochi o a chi vive vicino alla costa. Le PGS possono svolgere un ruolo importante mettendo in rete scuole, associazioni e centri sportivi, affinché tutti i ragazzi possano sperimentare queste discipline, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche.

Quale futuro immagina per gli Sport Nautici PGS? E quale messaggio rivolgerebbe ai giovani?

Puntiamo a consolidare le collaborazioni, ampliare la rete associativa e qualificare sempre più la formazione, con particolare attenzione ai giovani e alla scuola. Vogliamo costruire una vera cultura degli sport nautici, fondata su inclusione, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Non servono esperienze particolari, ma curiosità e voglia di mettersi in gioco. Il mare può diventare una straordinaria palestra di crescita personale.

Quale spazio avrà l’attività agonistica nei programmi del settore?

L’attività competitiva sta assumendo un ruolo crescente. Nel 2025/26 abbiamo realizzato al Centro Velico Naregno la prima Don Bosco Cup Sport Nautici, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente nuove associazioni. Un secondo appuntamento è già previsto per aprile 2027, in collaborazione con il Lido Surfing Club. Importante anche il progetto con l’Ufficio Scolastico Regionale del MIM per la Liguria, che punta a organizzare nell’ottobre 2027 la fase regionale dei Nuovi Giochi della Gioventù di Sport nautici. Vogliamo che l’agonismo rappresenti la naturale evoluzione di un percorso educativo e sportivo, offrendo ai ragazzi nuove occasioni per crescere e mettersi alla prova. Il nostro sogno è portare sempre più giovani a vivere il mare da protagonisti, scoprendolo come luogo di sport, formazione e futuro.

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