La scomparsa di Giuseppe Bracco. Suor Manuela Robazza: “Una grande passione per Don Bosco”

Di Elisa Pugliese

Lo scorso 22 ottobre, all’età di 89 anni, si è spento Giuseppe Bracco, Presidente nazionale delle PGS dal 1984 al 2006. Una figura di grande spessore culturale e civile, capace di unire l’impegno accademico, la responsabilità politica e il servizio alle istituzioni e al mondo economico. Docente di Storia dell’economia all’Università di Torino, la sua passione civile lo portò a ricoprire anche l’incarico di assessore in Comune. Accanto all’impegno accademico e istituzionale, Bracco ha dedicato oltre vent’anni al mondo dello sport salesiano, ricoprendo la carica di presidente nazionale delle PGS per 22 anni. Durante il suo mandato ha promosso lo sport come strumento di inclusione, incontro e crescita per le giovani generazioni, secondo il carisma di Don Bosco. Per il suo impegno ha ricevuto la Stella d’Argento del Coni.

Sulla figura di Giuseppe Bracco abbiamo intervistato Suor Manuela Robazza, Presidente della Fondazione Ciofs, Fp-Ets, che ne ricorda soprattutto la passione per Don Bosco, la capacità di visione e il legame profondo con la realtà salesiana.

Qual è il ricordo più significativo che conserva di Giuseppe Bracco?
Era una persona animata da una grande passione per Don Bosco. Quando era assessore a Torino si era dedicato anche alla cura di due importanti volumi sulla storia della città e sul periodo di Don Bosco. Aveva una profonda competenza storica, frutto di ricerche e studi approfonditi. Il suo era un legame autentico con il carisma salesiano, vissuto con fedeltà e convinzione.

Quali valori portava nel suo impegno associativo?
Aveva una particolare devozione per don Gino e suor Giuliana, fondatori delle PGS. Era una persona attenta, disponibile all’ascolto e capace di guardare oltre. Ricordo anche un incontro con don Luigi Ciotti, durante il quale sottolineò l’importanza della prevenzione: non bisogna aspettare che le situazioni degenerino per intervenire, ma occorre agire prima. Era un principio nel quale credeva molto.

Che cosa ha lasciato alle PGS?
Oltre al valore come presidente, Bracco aveva grandi capacità di lettura e interpretazione dei numeri. Non si fermava ai dati, ma sapeva comprenderne il significato e le prospettive. Le sue competenze economiche erano preziose per l’associazione. Ha inoltre fondato PGS International, perché credeva nella possibilità di moltiplicare e diffondere il carisma di Don Bosco anche oltre i confini nazionali.

Il suo rapporto con il mondo salesiano è proseguito anche dopo la presidenza?
Certamente. Ha continuato a vivere la propria identità di ex allievo salesiano anche dopo aver concluso il mandato. Per lui le PGS non erano soltanto un incarico, ma una dimensione importante della sua vita. Sapeva inoltre mettere in relazione l’associazione con le istituzioni e con quanti si occupavano di politiche giovanili, favorendo occasioni di dialogo e collaborazione.

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