Di Giampiero Guadagni
“Un posto di grande rilievo nel nostro album della Repubblica Italiana”. Per la prima volta nella storia dei discorsi di fine anno, un capo dello Stato ha parlato esplicitamente dello sport. Sergio Mattarella ha ricordato “storie e atleti indimenticabili. I protagonisti delle Olimpiadi di Roma del ’60, nelle quali l’Italia, per prima, introduce la partecipazione paralimpica”. Lo sport, dunque, “ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano – Cortina”.
Parole, ha commentato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, “che ci inorgogliscono e certificano l’importanza del ruolo esercitato dallo sport per la crescita del Paese. Rappresentano un riconoscimento speciale per chi contribuisce, ogni giorno, con la propria appassionata azione a diffonderne il significato e a promuoverne gli ideali”. Il Coni è consapevole delle responsabilità e dell’impegno da profondere “per trasformare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, ormai alle porte, in un’altra indimenticabile pagina di storia dell’Italia”.
Un appuntamento che tutti ci auguriamo sia all’insegna, come chiedono con particolare insistenza Mattarella e Papa Leone XIV, della tregua in un mondo devastato da decine di guerre. C’è poi anche la pace che ognuno deve cercare in se stesso e trasmettere agli altri. Ha aggiunto infatti il Presidente della Repubblica: “La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe”.
Anche questo è il “gioco di squadra”, il “noi al posto dell’io”, lo sforzo che le Polisportive Giovanili Salesiane mette quotidianamente in campo.
E come ha sottolineato il Presidente delle PGS Ciro Bisogno “la grandezza dello sport sta proprio nella sua profonda capacità di insegnare ‘gratuitamente’ a migliorare la propria vita e di educare alla cultura del sacrificio come unico mezzo per raggiungere qualsiasi risultato”. E come PGS ed ente capace di porsi al servizio del territorio “abbiamo quindi il dovere di sostenere le buone prassi dello sport e di intercettare le reali esigenze di ogni angolo del Paese, generando ricchezza e coesione sociale”.



