Di Gianluca Pace
Il calcio mantiene il primato assoluto, ma è il tennis a rappresentare il fenomeno dell’anno. Il Rapporto Siae 2025 fotografa uno sport italiano in buona salute, capace di aumentare il proprio valore economico e di attirare sempre più pubblico verso gli eventi dal vivo.
In un sistema dello spettacolo che nel complesso ha registrato una spesa di oltre 4,3 miliardi di euro (+7% rispetto al 2024), anche lo sport conferma il suo peso, trainato dai grandi appuntamenti e dall’effetto delle imprese degli atleti italiani. Il calcio continua a dominare il comparto. Nel 2025 rappresenta l’82,6% degli eventi sportivi, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa complessiva del macro-settore Sport.
Gli incassi raggiungono 626,2 milioni di euro, in crescita del 3,1%, mentre il lieve calo di eventi e pubblico è legato soprattutto ai cambiamenti nella rilevazione delle competizioni dilettantistiche. Accanto al calcio, però, emerge con forza il boom degli sport individuali. Il comparto totalizza 2.962 eventi, 2,46 milioni di spettatori e una spesa di 159,4 milioni di euro, in aumento del 13,6%. Pur rappresentando appena il 3,9% degli eventi sportivi, genera il 18,3% della spesa del settore, con una spesa media di 64,79 euro per spettatore, la più alta dell’intero sistema dello spettacolo.
A fare la differenza è soprattutto il tennis, protagonista di un autentico salto di qualità sull’onda dei risultati ottenuti dagli azzurri. La disciplina richiama 893.092 spettatori, con un incremento del 30,7%, mentre la spesa sale a 73,1 milioni di euro (+23,5%), diventando lo sport individuale con il maggior seguito. Insieme all’automobilismo, il tennis concentra il 65,6% degli spettatori e l’86,3% della spesa dell’intero comparto degli sport individuali. Più in generale, il Rapporto evidenzia come il
pubblico italiano sia sempre più disposto a spendere per esperienze dal vivo considerate uniche e difficilmente sostituibili. Una tendenza che riguarda concerti, teatro e anche gli eventi sportivi, premiati da spettatori sempre più orientati verso appuntamenti di grande richiamo.
“Il settore dello spettacolo – sottolinea il presidente della Siae, Salvatore Nastasi – è chiamato ad affrontare sfide complesse: l’evoluzione tecnologica, i nuovi modelli di fruizione, la sostenibilità economica delle produzzioni, la tutela dei diritti in un contesto sempre più globale. La cultura non è soltanto un settore produttivo: è un bene comune, un fattore di crescita civile e un elemento strategico per il futuro dell’Italia”.
Anche il direttore generale Matteo Fedeli evidenzia le trasformazioni in corso: “Il quadro che emerge è quello di un ecosistema articolato, in cui convivono crescita e criticità, concentrazione della domanda sui grandi eventi e necessità di tutela delle realtà più diffuse sul territorio. In questo senso, il ruolo della Siae resta centrale: garantire equilibrio, protezione del diritto d’autore e supporto all’intera filiera creativa”.
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