Olimpiadi Milano Cortina 2026: un dispositivo di sicurezza senza precedenti

Di Gabriele Mezzacapo

Con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia ha messo in campo uno dei più imponenti piani di sicurezza mai realizzati per un evento sportivo sul territorio nazionale. Un’operazione che mobilita oltre 6.000 unità di rinforzo e coinvolge molteplici livelli istituzionali, dalle forze dell’ordine ai ministeri, fino agli organismi internazionali.

La peculiarità di queste Olimpiadi risiede nella loro natura diffusa: gli eventi si svolgeranno su più province, rendendo necessario un modello di sicurezza complesso ma replicabile in ciascun territorio interessato. Una sfida logistica e operativa che richiede coordinamento capillare e risposte rapide.

Un sistema a cerchi concentrici
Il cuore del dispositivo si basa su aree di sicurezza concentriche attorno a ogni sito olimpico. La prima, definita “area di massima sicurezza”, è quella dove si svolgono effettivamente le gare: presidiata h24 dalle forze di polizia, è accessibile solo con accredito o biglietto e prevede controlli ai varchi. Seguono l'”area riservata” e l'”area di rispetto”, con livelli di vigilanza progressivamente meno stringenti ma comunque attenti.
Questo modello garantisce flessibilità operativa e massima protezione degli atleti, degli spettatori e delle infrastrutture, minimizzando al contempo i disagi per chi vive e lavora nelle zone limitrofe.

Frontiere blindate e cybersicurezza
Con delegazioni provenienti da 92 Paesi e l’arrivo previsto di oltre 50 tra sovrani, capi di Stato e di governo per la cerimonia di apertura, i controlli alle frontiere sono stati intensificati. Aeroporti strategici come Malpensa, Linate, Orio al Serio, Marco Polo e Catullo sono sotto monitoraggio rafforzato, così come stazioni ferroviarie e arterie stradali.
Ma la sicurezza non è solo fisica. In un’epoca in cui le minacce informatiche rappresentano un rischio concreto, il piano dedica particolare attenzione al contrasto del cybercrime. Una convenzione specifica tra la Polizia e la Fondazione Milano Cortina, firmata lo scorso ottobre, punta a prevenire attacchi informatici contro infrastrutture critiche e sistemi collegati ai Giochi.

Specialisti per ogni scenario

Il dispositivo non si limita alla presenza numerica: comprende artificieri, unità cinofile antisabotaggio, tiratori scelti, sciatori, nuclei antiterrorismo e reparti addestrati per fronteggiare minacce di tipo NBCR (nucleare, batteriologico, chimico, radiologico). Una task force multispecialistica pronta a intervenire in qualsiasi circostanza. Il coordinamento avviene attraverso quattro organismi centrali e sale operative interforze presso ogni Questura coinvolta, in collegamento costante con il Main

Operations Center istituito a Milano dalla Fondazione organizzatrice.
Milano Cortina 2026 rappresenta un banco di prova importante per il sistema di sicurezza italiano. La capacità di gestire un evento così complesso, distribuito geograficamente e con rilevanza internazionale, dimostrerà non solo l’efficienza operativa delle nostre forze dell’ordine, ma anche la capacità di fare sistema tra istituzioni, enti locali e organizzatori privati.
Un’eredità che andrà ben oltre le due settimane di gare, consolidando protocolli e competenze utili per futuri grandi eventi sul territorio nazionale.