L’Italia della pallamano scrive la sua storia più bella. Parla il Presidente Stefano Podini

Di Gabriele Mezzacapo

Sono bastati quattro gol di scarto, esattamente la misura richiesta dal regolamento, per trasformare una serata di sport in un capitolo di storia. Davanti a quattromila spettatori del Pala Cattani, l’Italia della pallamano ha travolto la Svizzera per 38-31 nel ritorno del terzo turno di qualificazione, ribaltando il 32-29 subito all’andata di Zurigo e staccando il pass per i Campionati Mondiali 2027, in programma in Germania dal 13 al 31 gennaio. Non è un episodio isolato, ma la conferma di un movimento che negli ultimi anni sta cambiando pelle, dopo i Mondiali 2025 e l’Europeo 2026, questa è la terza partecipazione consecutiva a un grande evento internazionale, un traguardo che la pallamano italiana non aveva mai raggiunto nella sua storia.

La partita di ritorno aveva un peso specifico enorme. Dopo la sconfitta di misura in Svizzera, gli azzurri sapevano di doversi presentare al PalaCattani con un margine di gioco superiore a quello mostrato nell’andata. Il pubblico di casa ha fatto la sua parte fin dai primi minuti, sintomo che la pallamano italiana sta iniziando ad appassionare gli italiani, ma è stata soprattutto la solidità e la determinazione nel raggiunger l’obiettivo a indirizzare l’incontro.

Presidente Podini, Mondiali 2025 Europeo 2026 e ora mondiali 2027: la crescita del movimento Handball sta diventando strutturale e sistemica. Quali novità e ulteriori interventi programmatici la Federazione metterà in campo per continuare a far crescere il movimento della Pallamano italiana?

Fin dal mio insediamento alla guida della Federazione Italiana Giuoco Handball, insieme al Consiglio Federale e all’intera struttura, abbiamo definito una strategia di sviluppo fondata su programmazione, competenza e continuità. L’obiettivo è consolidare una crescita tanto quantitativa quanto qualitativa del nostro movimento, investendo nella formazione, nell’organizzazione e nella valorizzazione dei talenti.
La Nazionale rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione per le nuove generazioni, ma il suo successo deve poggiare su un sistema capace di individuare, accompagnare e sviluppare i giovani atleti lungo tutto il loro percorso sportivo. In quest’ottica il Progetto Talenti costituisce uno degli assi portanti della nostra visione.
Parallelamente continuiamo a favorire l’inserimento dei migliori giocatori italiani nei principali campionati europei, convinti che il confronto quotidiano con i massimi livelli internazionali rappresenti uno strumento fondamentale per elevare la qualità tecnica e competitiva delle nostre Nazionali.

La crescita del movimento della pallamano, con la sua programmazione di medio-lungo periodo, sta suscitando sempre più interesse tra gli appassionati e i nuovi tifosi, certificato dal sold out del Pala Cattani per il ritorno della partita contro la Svizzera. Quali iniziative la federazione programmerà al fine di accrescere il pubblico a seguito della nazionale e del movimento?

Le rappresentative nazionali devono continuare a essere il simbolo più autorevole della pallamano italiana e il principale veicolo di promozione del nostro sport. Tuttavia, la nostra ambizione va oltre il risultato agonistico: vogliamo diffondere una cultura sportiva fondata sui valori dell’etica, del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità.

Per questo investiremo sempre più nella comunicazione, nel coinvolgimento dei giovani, nella collaborazione con scuole, società sportive e territori e nell’organizzazione di eventi capaci di avvicinare nuove famiglie e nuovi appassionati alla pallamano. Il crescente entusiasmo del pubblico rappresenta uno stimolo importante e intendiamo consolidarlo attraverso un progetto di sviluppo sostenibile e condiviso.

Con la scelta tecnica di Bob Hanning, figura di primissimo piano nella pallamano internazionale, la federazione ha voluto dare un chiaro segnale di impegno nel voler gettare le basi per costruire una squadra solida, in vista del mondiale in Germania del 2027. Cosa dovremo attenderci e quali saranno gli obiettivi della nazionale al mondiale tedesco?

La scelta di Bob Hanning per la Nazionale maschile, così come quella di Martin Albertsen per la Nazionale femminile, va ben oltre il valore tecnico dei due allenatori. Si tratta di una precisa scelta strategica che mira a introdurre una nuova cultura gestionale, organizzativa e sportiva all’interno del nostro movimento.

Abbiamo voluto affidarci a figure di assoluto prestigio internazionale, capaci non solo di guidare le squadre sul campo, ma anche di trasferire competenze, metodo e mentalità all’intero sistema federale. Il nostro obiettivo è ridurre progressivamente il divario con le migliori realtà mondiali e costruire le condizioni affinché l’Italia possa stabilmente collocarsi tra le principali quindici nazioni della pallamano internazionale.

Al Mondiale del 2027 ci presenteremo con umiltà, ma anche con la consapevolezza dei progressi compiuti. Vogliamo essere competitivi, onorare la maglia azzurra in ogni gara e continuare un percorso di crescita che guardi non soltanto al risultato immediato, ma soprattutto al futuro della pallamano italiana.

Foto IPA