Di Giampiero Guadagni
Con lo slogan “Cartellino rosso al lavoro minorile: fair play per i bambini, lavoro dignitoso per gli adulti”, la Giornata mondiale 2026 promossa il 12 giugno di ogni dall’Organizzazione internazionale del lavoro – l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove la giustizia sociale e i diritti sul lavoro – invita a rafforzare le politiche che prevengono il lavoro minorile e favoriscono il reinserimento sociale dei minori che ne sono coinvolti. Secondo le stime mondiali, nel mondo sono ancora 138 milioni i bambini e adolescenti coinvolti nel lavoro minorile; di questi, quasi 54 milioni in lavori pericolosi. Nonostante l’impegno profuso negli ultimi anni l’allarme continua a restare alto a causa delle disuguaglianze di natura strutturale, tra cui la povertà, l’accesso limitato a un’istruzione di qualità, l’inefficacia nell’applicazione delle norme sul lavoro e le economie informali. La maggior parte del lavoro minorile è concentrata nel settore agricolo, che rappresenta oltre la metà dei casi a livello globale, seguito dai servizi e dall’industria.
Inoltre, la pandemia ha contribuito all’aumento del lavoro minorile, poiché ha spinto le famiglie vulnerabili in una povertà ancor più profonda. Ciò spiega la stagnazione e l’inversione di tendenza osservate intorno al 2020; inoltre, con l’aumento delle crisi economiche quali il conflitto tra Iran e Stati Uniti e l’aumento dell’instabilità economica globale, i bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni sono purtroppo esposti a un alto rischio di sfruttamento.
La campagna dell’Oil mobilita persone in tutto il mondo nella lotta a questo fenomeno globale e richiama l’attenzione sulla necessità di azioni concrete.
Tra queste azioni va segnalata quella costante dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nei 97 Paesi in cui opera, contribuendo in modo significativo agli impegni globali in linea con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n.8. Secondo il Rapporto quadriennale dell’Ufficio dei Diritti Umani, dal 2020 al 2023 circa l’8% del totale dei progetti (3.596 iniziative) ha sostenuto direttamente questo obiettivo, raggiungendo circa 201.322 beneficiari, il che evidenzia la portata e l’impatto del suo lavoro nell’affrontare la vulnerabilità lavorativa e nel promuovere la protezione sociale.
A questo proposito, gli sforzi dell’Istituto riflettono anche gli obiettivi più ampi del Goal 8.7 degli SDG, in particolare attraverso l’istruzione, la sensibilizzazione della comunità e le attività di advocacy volte a prevenire il lavoro minorile e a rafforzare i sistemi di protezione, dimostrando così come le organizzazioni della società civile possano integrare in modo significativo i quadri internazionali nel tradurre gli impegni globali in azioni locali e concrete. Papa Leone XIV, rivolgendosi lo scorso febbraio al Comitato organizzatore dell’iniziativa “Dalla crisi alla cura: l’azione cattolica per i bambini”, esortava a “concentrarsi sui bisogni trasversali dei bambini e a trovare modi per collaborare in maggiore armonia, affinché i bambini ricevano un’assistenza ben equilibrata, che tenga conto del loro benessere fisico, psicologico e spirituale”.
Foto ILO Asia-Pacific (CC BY-NC-ND 2.0)


