Indagine Salesiani per il sociale: alla Gen Z il futuro fa paura

Di Elisa Pugliese

Dal 19 gennaio al 1° febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”, a sostegno progetti su educazione e accoglienza pone al centro Una Gen Z in bilico tra il desiderio di costruire il proprio futuro e una vulnerabilità emotiva diffusa, con una visione disincantata degli adulti, non percepiti come guide di riferimento, ma con uno sguardo lucido sul mondo. La Campagna ha l’obiettivo di sostenere i tre pilastri di Salesiani per il Sociale: educazione, accoglienza e supporto nello studio e nell’ ingresso nel mondo del lavoro affinché i bambini fragili di oggi possano diventare gli adulti forti di domani grazie ad opportunità e relazioni positive, per crescere con fiducia e resilienza.

L’indagine, condotta da AstraRicerche su un campione di quasi 1.100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni, fa emergere quanto, guardando al futuro, la maggioranza dei ragazzi prevede di avere un lavoro stabile tra 10 anni (64,7%), ma solo il 50,2% valuta gli adulti (famiglia, insegnanti, educatori) come un aiuto concreto nelle proprie scelte e nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Alla domanda “cosa preoccupa di più i giovani italiani?”, i dati mostrano che le preoccupazioni si rivolgono in special modo al costo della vita (48,8%) e la stagnazione dei guadagni dei lavoratori (38,5%). Le guerre (40,8%) sono percepite come una minaccia immediata, superando le preoccupazioni ambientali e la questione di genere. Paure che in qualche modo si riflettono sull’equilibrio emotivo: se il 60,9% degli intervistati dichiara una buona salute fisica, la percezione crolla al 42,2% quando si parla di salute mentale, con un altro 42,2% che la giudica solo sufficiente o appena discreta e un 15,5% che la definisce insufficiente o persino pessima.

I dati dell’indagine si riflettono, dunque, nella crescente richiesta di supporto psicologico rilevata dalla rete Salesiani per il sociale, specialmente nelle Case Famiglia: le équipe multidisciplinari, composte da educatori e psicologi, garantiscono una presenza continua, 24 ore su 24, offrendo ascolto, stabilità e punti di riferimento.

Come sottolineato da Don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale “i risultati della ricerca confermano ciò che osserviamo quotidianamente nei territori più fragili. Molti ragazzi, soprattutto quelli che vivono situazioni di disagio familiare, sociale o economico, affrontano pressioni e incertezze che incidono profondamente sul loro percorso di crescita. Per loro, l’accesso a servizi educativi, spazi protetti e relazioni qualificanti non è un supporto accessorio, ma una necessità. Investire nella cura e nel sostegno dei bambini e degli adolescenti oggi significa costruire adulti più consapevoli, resilienti e capaci di contribuire positivamente alla società di domani. Il nostro impegno è garantire interventi professionali e continui che li aiutino a ritrovare stabilità, fiducia e prospettive concrete per il futuro”.

Ogni anno, Salesiani per il sociale raggiunge oltre 100mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni. I bambini e i ragazzi trovano in questi luoghi protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro, sano e stimolante. Attraverso progetti mirati, la rete associativa Salesiani per il sociale contrasta la povertà educativa e tutela i minori vulnerabili, assicurando loro opportunità di sviluppo e un futuro migliore.

Si ricorda, che tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS dal valore di 2 euro al numero solidale 45598.

Foto IPA