Il ruolo del mental coach nello sport

Di Elisa Pugliese

Il mental coaching nello sport è un processo che si è sempre più sviluppato nel tempo, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni atletiche attraverso lo sviluppo di competenze mentali. Attraverso tecniche di gestione dello stress, concentrazione, motivazione e la fiducia in sé stessi, gli atleti riescono a superare blocchi e limiti personali, sia individualmente che in squadra. All’interno del progetto PGS Abracadabra, Alessandro Rizzo, master coach e ideatore del metodo “Ama”, ha sottolineato l’importanza di “prendersi cura del proprio corpo e delle proprie abitudini. Se non sto bene, non posso aiutare il prossimo. E il leader deve essere tale con l’esempio”.

Il ragazzo si colloca al centro di un quadrato, ai cui lati vi sono i pilastri e modelli essenziali per la sua crescita: scuola, famiglia, sport e il mondo del personale tecnico. Nella vita quotidiana spesso queste realtà sono sbilanciate, generando confusione e difficoltà per i giovani di oggi, sempre più connessi virtualmente. La figura del mental coach riesce dunque a bilanciare tutti gli spazi educativi, ascoltare, creare un dialogo, costruendo ponti. La connessione, senza filtri, senza giudizio e pressioni, permettere di proteggere ogni ragazzo e ragazza in difficoltà per guidarli verso strategie di miglioramento verso la performance sportiva, gestione dello stress, ma anche verso tutte le altre sfere della propria vita. Saper vedere l’invisibile, aiutare anche le famiglie – spesso in difficoltà – nel dialogo e nella conoscenza del mondo dei giovani, del loro linguaggio, dei loro pensieri e difficoltà che affrontano.

Lo sport si rivela un elemento essenziale per l’educazione dei ragazzi, a complemento però anche della famiglia e della scuola che rivestono un ruolo fondamentale per i valori e lo sviluppo di ognuno di loro. È infine emerso, nella tavola rotonda, l’importanza della comunicazione, decisiva per entrare in contatto e creare connessioni che sappiano affrontare ogni “rumore di fondo”, ovvero le interferenze lungo il cammino di ognuno. Il metodo “Ama” di Alessandro Rizzo afferma quanto “nello sport la vera magia non sia la vittoria ma ciò che succede dentro”, concentrandosi sull’esperienza interiore, sulla crescita personale, sulla disciplina, sulla capacità di resilienza e sulle emozioni che si vivono durante il percorso sportivo. La vera magia risiede nella trasformazione interiore che avviene attraverso la sfida, l’impegno e la dedizione. Lo sport può essere un’esperienza profondamente emotiva, capace di insegnare a gestire le emozioni – positive e negative – di adulti e ragazzi di qualsiasi età, in modo costruttivo, permettendo l’acquisizione di valori fondamentali.