Di Gianluca Pace
In Italia quasi una persona su tre pratica con continuità uno sport e il dato è in crescita rispetto al 1995. Secondo il rapporto Istat nel 2024 sono infatti oltre 21,5 milioni le persone che praticano uno o più sport nel tempo libero (il 37,5% della popolazione dai 3 anni in su). Il 28,7% lo fa con continuità, mentre l’8,7% in modo saltuario. L’aumento riguarda soprattutto la pratica continuativa (era il 17,8% nel 1995), mentre quella occasionale è rimasta stabile. Gli uomini praticano sport più delle donne (43,4% contro 31,8%), ma nel tempo il divario si è ridotto. La propensione allo sport diminuisce con l’età, ma è in aumento tra gli over 65: oggi pratica sport il 23,3% dei 65-74enni (solo il 5,3% nel 1995) e l’8,1% degli over 74 (era l’1,4%). A livello territoriale, il Nord-est è in testa (43,9%), seguito da Nord-ovest e Centro; Sud e Isole restano indietro. La pratica sportiva è più diffusa nei centri metropolitani (42,7%) che nei piccoli comuni (29,7%). Circa il 13% pratica sport meno di una volta a settimana, il 48,8% una o due volte, e il 37,1% tre o più volte. Quest’ultimo dato è più alto tra gli uomini (40,3%) e nei giovani 15-24 anni (47,6%). Il 66,6% fa sport durante tutto l’anno (in aumento rispetto al 59% del 2015), mentre il 32,3% solo stagionalmente. Cresce anche l’uso della tecnologia: il 18,7% usa app, social o siti specializzati, soprattutto tra i 25-44enni.
Lo sport più praticato è il macro gruppo che racchiude ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (33,1%), seguito dal calcio (20,3%, nel 2000 rappresentava il 25,7%) e dagli sport acquatici (18,7%). Crescono il trekking (dal 1,6% al 4%) e il padel (2,9%). Restano stabili danza e pallavolo; caccia e pesca sono ormai residuali. Le preferenze cambiano per genere: le donne scelgono ginnastica/fitness (47,4%), acquatici e jogging; gli uomini calcio (34,4%), fitness e atletica. Il 59,5% pratica in impianti chiusi (più donne), il 36,8% all’aperto (più uomini). Il 37,7% si allena in autonomia in spazi non attrezzati, il 23,5% in aree attrezzate, il 20% in casa, spesso per abitudine nata durante la pandemia.
I principali motivi per fare sport sono: mantenersi in forma (61,5%), piacere (49,8%) e svago (42,6%), con differenze di genere. Le donne lo associano più spesso a benessere fisico e mentale, gli uomini a passione e contatto con la natura. Tra i giovani prevale il divertimento, tra gli adulti forma e riduzione dello stress, tra gli anziani il valore terapeutico. Resta ancora alto il numero di chi non pratica sport: il 62,5%. Il 29,7% fa attività fisica leggera (camminate, bici), mentre il 32,8% è sedentario. L’inattività è più alta tra le donne (68,1%) e tra i residenti nel Mezzogiorno. Le principali cause sono mancanza di tempo (35,1%), disinteresse, età e problemi di salute. Infine, il 25,4% ha praticato sport in passato ma poi ha smesso, soprattutto per impegni familiari e lavorativi. Il fenomeno è in crescita (era il 20,2% nel 2015), in particolare tra adulti e anziani.
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