Entra nel vivo il Giro d’Italia 2026: Vingegaard il favorito al debutto

Di Gianluca Pace

Un percorso di circa 3.459 chilometri e quasi 50.000 metri di dislivello complessivo. La 109.ma edizione della Corsa rosa che si svolge dall’8 al 31 maggio è uno dei Giri più duri e selettivi di sempre.

Per la sedicesima volta partenza dall’estero, stavolta dalla Bulgaria, dove si sono disputate le prime tre tappe prima del trasferimento in Italia e dell’arrivo finale a Roma, sui Fori Imperiali, per l’ottava volta nella storia.

L’avvio in territorio bulgaro, tra Nessebar, Burgas, Veliko Tarnovo, Plovdiv e Sofia, ha proposto subito percorsi lunghi e ondulati, non semplici da controllare, con possibili ventagli e fughe da lontano che potrebbero già iniziare a delineare le prime gerarchie.

Dopo il trasferimento, la corsa è entrata nel vivo attraversando il Sud Italia con tappe in Calabria, Basilicata e Campania, fino alla Paestum-Napoli e alle frazioni appenniniche che anticipano il primo grande spartiacque.

Il primo vero momento decisivo è con la Formia–Blockhaus, una delle tappe regine del Giro 2026, con 244 chilometri e oltre 4.600 metri di dislivello.

Il Blockhaus, salita storica e durissima, è il primo banco di prova reale per i candidati alla maglia rosa. Subito dopo, la prima settimana si chiuderà con un altro arrivo in quota al Corno alle Scale, sull’Appennino emiliano, confermando un avvio già estremamente selettivo.

La seconda settimana sarà caratterizzata da un profilo più vario ma comunque impegnativo, con l’unica cronometro individuale di 42 chilometri da Viareggio a Massa.

Questa prova contro il tempo rappresenterà un passaggio chiave per la classifica generale, soprattutto in un’edizione con pochi chilometri a cronometro. A seguire, diverse tappe di media montagna e arrivi insidiosi come Aosta–Pila contribuiranno a mantenere alta la selezione.

La terza settimana sarà invece quella decisiva, come spesso accade. Dopo lo sconfinamento in Svizzera con la tappa verso Carì e le successive frazioni alpine, il Giro entrerà nella sua fase più dura con il tappone dolomitico fino ai Piani di Pezzè, sopra Alleghe.

In questa giornata si scaleranno alcune delle salite più iconiche delle Dolomiti, tra cui Passo Giau, Staulanza e Falzarego, con il Giau che sarà ancora una volta la Cima Coppi della corsa, il punto più alto del Giro.

A rendere ancora più pesante il finale sarà la tappa di Piancavallo, con partenza da Gemona del Friuli nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. La doppia ascesa finale renderà questa frazione potenzialmente decisiva per la classifica generale, prima della passerella conclusiva a Roma, dove si chiuderà la corsa.

Le squadre al via saranno tutte le principali formazioni World Tour, con grande attenzione alla classifica generale e alle fughe di giornata.

Tra le più attese ci sono la Visma-Lease a Bike, la UAE Team Emirates, la Red Bull-Bora-Hansgrohe, la INEOS Grenadiers e la Lidl-Trek, tutte con organici profondi e più opzioni sia per la classifica che per le tappe.

Il grande favorito della vigilia è Jonas Vingegaard, al debutto al Giro d’Italia e determinato a completare la Tripla Corona dopo i successi al Tour de France e alla Vuelta a España. La sua presenza alza notevolmente il livello della corsa e lo pone come riferimento principale per la classifica generale.

Alle sue spalle si annuncia una concorrenza ampia e molto qualificata. L’Italia spera soprattutto in Giulio Pellizzari, mentre tra i principali rivali figurano corridori già collaudati nei Grandi Giri come Egan Bernal, Jai Hindley, Adam Yates, Felix Gall, Derek Gee, Ben O’Connor, Thymen Arensman ed Enric Mas. Tutti atleti capaci di resistere nelle tre settimane e di approfittare di eventuali difficoltà del favorito.

Nel complesso, il Giro 2026 si presenta come una corsa molto selettiva, con un numero limitato di occasioni per i velocisti e un forte peso delle tappe di montagna. La presenza di una sola cronometro e l’assenza di sterrati rendono ancora più decisive le frazioni alpine, soprattutto nella terza settimana, dove si deciderà con ogni probabilità la classifica finale. Roma, come da tradizione recente, sarà il palcoscenico conclusivo di una corsa che promette di restare aperta fino agli ultimi chilometri.

Foto IPA