Di Gabriele Mezzacapo
Per quarantasei anni e mezzo il derby di basket è stato, a Roma, un ricordo da libri di storia. L’ultimo risale al 27 gennaio 1980: Eldorado Lazio contro Acqua Fabia Roma. Poi l’exploit della Virtus Roma, fino alla lenta uscita della città dal grande basket e, dal 2020, nemmeno più una squadra in Serie A. Domenica 11 ottobre 2026 il PalaEur ha riaperto quella pagina davanti a 9.312 spettatori, con la Maxima Roma che ha battuto la BC Roma 96-95 in una partita decisa negli ultimi secondi. Il segnale più forte, forse, è che a dirlo non sono solo i numeri: è la sensazione diffusa che qualcosa, nella Capitale, sia davvero ripartito.
La rinascita ha una particolarità: è arrivata importando. Né la BC Roma né la Maxima Roma sono nate da un vivaio cittadino o da una promozione sul campo. Sono due titoli sportivi acquistati altrove e trasferiti in riva al Tevere. Fino a maggio si chiamavano Vanoli Cremona e Germani Brescia.
La BC Roma nasce dal progetto di un gruppo guidato da Donnie Nelson, ex dirigente dei Dallas Mavericks, il quale ha lavorato a lungo sul mercato europeo e ha avuto tra i suoi giocatori simbolo Nowitzki e Dončić. Proprio Luka Dončić è oggi tra gli investitori del club. Nel gruppo dirigente figurano anche Roberto Carmenati, amministratore unico, e Rimantas Kaukėnas, affiancati da nomi di peso come Sergio Scariolo, Chris Mullin, Bryan Colangelo e Valerio Bianchini, l’allenatore che negli anni Ottanta portò la Virtus Roma a uno scudetto e a una Coppa dei Campioni. Il primo acquisto è stato Nico Mannion, playmaker italo-americano classe 2001, ufficializzato il 25 giugno; la panchina è stata affidata ad Alessandro Magro. I colori sono quelli della Capitale, il giallorosso.
La Maxima Roma ha, invece, una genesi più a sorpresa. A rilevare Brescia e a spostarla a Roma è stato l’imprenditore statunitense Paul Matiasic, fino a giugno presidente di Trieste. Qui la continuità tecnica è maggiore: sono rimasti l’allenatore Matteo Cotelli e il lungo Miro Bilan, mentre la dirigenza è stata completamente rinnovata. L’identità, invece, è stata costruita puntando sulla comunicazione e sul richiamo popolare: ambassador della società è Francesco Totti, tra i collaboratori c’è anche Ciro Immobile, i colori sono l’oro e il bianco, diversi da quelli giallorossi.
Roma era l’assente più vistosa del basket di vertice, dal 2020 infatti, la città non aveva più una squadra nella massima serie, e la Virtus Roma, erede della grande tradizione degli anni Ottanta, gioca oggi in Serie B. Eppure, è una piazza dove si pratica moltissimo basket: l’assessore capitolino allo Sport, Alessandro Onorato, ha parlato apertamente di un «buco» da colmare nel professionismo.
Sullo sfondo c’è poi il progetto NBA Europe, il torneo che la lega nordamericana e la Federazione internazionale di pallacanestro (FIBA) vorrebbero creare. Il campo ha offerto, finora, un copione ricco di alti e bassi. La Maxima ha debuttato il 27 settembre al PalaEur perdendo 75-94 contro Napoli, e alla seconda giornata è stata superata dalla Virtus Bologna. La BC Roma ha perso la prima gara, poi ha festeggiato la prima vittoria al debutto casalingo, un netto 108-70 contro Tortona, trascinata da Mannion. In EuroCup le due squadre non hanno finora trovato continuità: la BC Roma è stata sconfitta all’esordio dal Bahçeşehir e il 20 ottobre a Manresa, nonostante i 21 punti e i 7 assist di Mannion.
Il derby dell’11 ottobre ha cambiato il clima. La BC Roma ha avuto in mano la partita per metà gara, arrivando in vantaggio di 14 punti dopo un quarto d’ora. Poi la Maxima ha ribaltato l’inerzia, con una schiacciata di Hunter Tyson a riportarla avanti, e ha chiuso 96-95: l’ultimo tiro di Mannion è terminato corto, a un secondo dalla sirena. Per la Maxima è stata la prima vittoria in Serie A della sua storia. Il pubblico, 9.312 persone, ha fatto il resto si è tornati a vivere un’atmosfera di passione per la pallacanestro come non accadeva da anni.
Parlare di rinascita, oggi, significa soprattutto parlare di rilanciare un legame forte con la città, con gli appassionati e con i giovani attraverso il rilancio dei vivai; oggi, infatti, tre squadre si affacciano nel panorama cittadino con un primo derby tornato a rivivere dopo 46 anni. Il percorso è intrapreso ora è necessario dargli continuità e visione nel lungo periodo, non solo con il progetto tecnico, ma anche, perché no, con una maggiore vicinanza alla città con l’organizzazione di attività di radicamento nel basket di base, dalle scuole ai playground coinvolgendo anche gli enti del terzo settore e le associazioni sportive dilettantistiche affinché la BC Roma e la Maxima possano vivere e respirare nel solco della città eterna.
