Ecco la Legge Bove: rafforzare la formazione sul primo soccorso

Di Elisa Pugliese

Ogni anno in Italia circa 65.000 persone – una ogni 7 minuti –  muore per arresto cardiaco, per mancanze o ritardi negli interventi di primo soccorso. In questo scenario drammatico, fortunatamente, vi è l’Italia che si informa, che educa e che salva vite, ad esempio come quella di Edoardo Bove, vittima di un arresto cardiaco in campo durante Fiorentina-Inter del 1º dicembre 2024 e salvato dalla tempestività dei soccorsi. Da questo episodio, in Senato è stato presentato il ddl sul primo soccorso che porta il nome del giovane calciatore romano.
Il ddl, voluto dai senatori di Azione Marco Lombardo e Carlo Calenda, punta a migliorare la formazione al primo soccorso nel nostro Paese.
Nello specifico, il ddl prevede innanzitutto il finanziamento di corsi di formazione sulle tecniche di primo soccorso, rivolti agli studenti maggiorenni delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale di competenza regionale, agli insegnanti di scienze motorie e sportive delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Inoltre, si prevede la frequenza di corsi di primo soccorso con relativo attestato resi necessari per sostenere l’idoneità per la patente di guida e per partecipare alle prove di accesso ai corsi di laurea e di diploma in scienze motorie.

“Sono onorato che la legge porti il mio nome, ma anche un po’ imbarazzato. Non è giusto prendersi il merito, perché c’è chi si spende da parecchio tempo e lotta da anni su questo tema”, ha detto Bove, che ha aggiunto: “Dobbiamo combattere questa disinformazione. Prima che mi accadesse questo evento ero il primo a non conoscere i dati sugli arresti cardiaci e questa disinformazione porta le persone ad avere paura”.
Molti dati, ad oggi, dimostrano che quando viene chiesto chi interverrebbe sul primo soccorso molti si tirerebbero indietro, tra i motivi vi è la paura di non sapere cosa fare o il non saper gestire determinate situazioni di difficoltà. Appare, dunque, sempre più necessario promuovere l’informazione riguardo il primo soccorso, al lavorando a stretto contatto con le scuole e con i centri sportivi “dobbiamo costruire una comunità di soccorritori. Un defibrillatore automatico ha la stessa Iva di un televisore, al 22% – ha spiegato Lombardo – ma deve essere portata al 5% in quanto salvavita”. “Sono in Parlamento dal 2013 e questa è la terza legge su questo argomento, per questo la voce di Edoardo è fondamentale“, ha sottolineato la senatrice del Pd, Simona Malpezzi. “Se abituiamo i giovani al primo soccorso, abituiamo il Paese ad un nuovo senso di responsabilità. La scuola è il cuore di questa riforma e può essere il motore di questo cambiamento culturale“, ha affermato invece la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli di Forza Italia.

È fondamentale promuovere anche in Italia una cultura diffusa, dato che in molti paesi europei la formazione inizia dai più piccoli e crescono sapendo che non sono spettatori passivi. Questa legge rappresenta un modo per migliorare il nostro Paese anche sotto questo punto di vista, resta ancora molto da fare, ma insieme, istituzioni, scuole e centri sportivi, possono sinergicamente lavorare per salvare vite umane.