Tamberi, la forza di rialzarsi dopo ogni caduta

Gianmarco Tamberi è il primo italiano a essere eletto atleta europeo dell’anno. Il riconoscimento, assegnato dalla European Athletics durante la cerimonia dei Golden Tracks a Losanna, arriva al termine di una stagione che lo ha riportato ai vertici del salto in alto.

Nella votazione ha superato lo svedese Armand Duplantis e il greco Miltiadis Tentoglou. Per Tamberi, 34 anni, è un nuovo traguardo in una carriera già segnata dall’oro olimpico, da quello mondiale e da quattro titoli europei. Nel 2026 l’azzurro ha conquistato il quarto oro continentale a Birmingham, con 2,32 metri, e ha poi vinto l’Ultimate Championship di Budapest con 2,37, la migliore misura mondiale della stagione. Risultati arrivati dopo mesi complicati, segnati da problemi fisici e prestazioni lontane dalle aspettative.

“Ribaltare una stagione che non era cominciata nel migliore dei modi, e trasformarla in un capolavoro come visto a Birmingham e Budapest, è un’impresa che riesce soltanto ai grandissimi campioni”, ha commentato il presidente della Fidal, Stefano Mei.

La carriera di Tamberi è fatta di successi, ma anche di interruzioni e ripartenze. Nel 2016, dopo l’oro europeo ad Amsterdam e il record italiano di 2,39 metri, un grave infortunio alla caviglia sinistra gli impedì di partecipare ai Giochi di Rio. La rincorsa all’Olimpiade si è compiuta cinque anni più tardi, a Tokyo: con 2,37 metri ha conquistato l’oro insieme al qatariota Mutaz Essa Barshim, scegliendo di condividere il titolo. Nel 2023 è arrivato il successo ai Mondiali di Budapest. A Parigi 2024, invece, coliche renali e febbre hanno condizionato la gara olimpica, chiusa all’undicesimo posto. Le difficoltà non sono state cancellate dai risultati.

Tamberi ha imparato a utilizzare la delusione come spinta per ripartire: “Se si sfrutta ciò che può darti una brutta sconfitta – quella voglia e rabbia di riscatto – allora in quel caso hai a disposizione un potere molto più grande di quello che avresti vincendo”. Per migliorare, ha spiegato, servono impegno e investimento personale: “Più difficoltà ho avuto, più ho capito che, per ottenere i risultati che volevo, dovevo investirci sempre di più”.

Il suo temperamento in pedana è uno dei tratti più riconoscibili: esulta, coinvolge il pubblico, mostra senza filtri tensione e gioia. Dietro quei gesti c’è una preparazione rigorosa, fatta di allenamenti, cura della tecnica, alimentazione e recupero. “Le gare sono solo un minimo aspetto di un lavoro enorme, di una dedizione scrupolosa”, ha raccontato spiegando così il desiderio di voler far comprendere anche il lavoro che precede ogni competizione.

C’è poi il rapporto con gli altri atleti. Da anni capitano della Nazionale, considera la crescita dei più giovani una risorsa per tutta la squadra. “Preferisco avere al mio fianco atleti capaci di battere le altre Nazionali e spingermi a migliorare, piuttosto che preoccuparmi di essere battuto da loro. L’obiettivo è crescere insieme”.

Nello sport, quello vero e strutturato dai valori, la competizione infatti si deve trasformare anche in collaborazione, confronto e occasione per imparare. Nel percorso di Tamberi, un ruolo importante lo hanno avuto la moglie Chiara e la figlia Camilla, alla quale ha dedicato l’oro europeo conquistato nel giorno del suo primo compleanno. Ora il prossimo obiettivo è Los Angeles 2028. “La cosa più bella è avere la possibilità di trovarli questi sogni”, ha detto. In fondo, il premio come atleta europeo dell’anno celebra ciò che Tamberi ha già raggiunto, ma anche la volontà di continuare a provarci, con ambizione, disciplina e capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.

 

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