Per gioco

Di Giampiero Guadagni

Sport gratuito per tutti i bambini e le bambine dai 6 ai 13 anni, istituzione di un Servizio Nazionale Sportivo, introduzione di una Tessera Sportiva Nazionale collegata a una Carta dei Servizi Sportivi Essenziali. Sono alcune delle proposte lanciate nei giorni scorsi nel corso del direttivo della Conferenza nazionale dei presidenti dei Consigli comunali di Anci che si è svolto nella sede del Coni a Roma, alla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del presidente del Coni Luciano Buonfiglio e del presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. In Italia ci sono circa 2 milioni 300 mila bambini tra i 6 e 13 anni: con un intervento pro-capite di 450 euro l’investimento previsto è di un miliardo 400 milioni l’anno, meno dell’1×1000 delle spese di bilancio statali, a fronte di un risparmio di oltre 5 miliardi nella spesa sanitaria.

Rendere la pratica sportiva un’opportunità concreta e accessibile a tutti, a partire dai più giovani, è un modo concreto per attuare il diritto allo sport entrato nella Costituzione all’articolo 33. E per rendere questo diritto effettivo nella vita quotidiana delle famiglie. L’attività sportiva è educazione, inclusione, salute e crescita sociale. Promuoverla sin dall’età scolare significa investire nella prevenzione, contrastare la sedentarietà e tutelare la salute.

Questa iniziativa è anche un modo concreto per mondo dello sport e Comuni italiani di presidiare insieme il territorio. Famiglie e territorio hanno bisogno di essere aiutati. Ce ne accorgiamo soprattutto di fronte a fatti di cronaca violenta: non solo quelli che hanno almeno una parvenza di rivendicazione sociale generazionale; ma quelli, e sono sempre di più, che sconvolgono per le loro motivazioni. “L’ho fatto per gioco, per vincere la noia”, hanno detto i minorenni romani autori di gratuite aggressioni con le minicar contro i guidatori di monopattini. Realtà di forte disagio e di scollamento con la vita vera; realtà sfuggite alle loro famiglie e al territorio. “Per gioco” a quell’età devono giocare: e lo sport può contribuire ad aiutarli a recuperare un senso forte della vita e di chi ogni giorno incontriamo per strada. E quel “chi” è il nostro prossimo, non un bersaglio da colpire per gioco.

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