Terzo Settore, Una Via Per Sognare

Un invito a non aver paura delle novità che la riforma del Terzo Settore introdurrà nel mondo dell’associazionismo italiano, anzi a sentirsi partecipi e tutelati da essa, e al contempo la condivisione delle difficoltà e delle speranze che gli Enti di promozione sportiva sperimentano oggi in Italia. Sono i due binari su cui si è mossa la riflessione durante il Convegno nazionale “Il Capitale sociale dello sport per costruire coesione e solidarietà”, promosso dalle Polisportive Giovanili Salesiane. Da tutte Italia dirigenti nazionali e locali hanno partecipato in maniera attiva, stimolando il confronto.

 

Alle relazioni di Giancarlo Cursi, docente di metodologia pedagogica all’Università Pontificia Salesiana e di Gabriele Sepio, tra gli estensori della legge del Terzo Settore, sono seguite le testimonianze dei presidenti nazionali di CSI, UsAcli e Uisp, Vittorio Bosio, Damiano Lembo e Vincenzo Manco, che con le PGS condividono, ciascuno con le proprie peculiarità, la scelta dello sport, l’impegno per i giovani e non soltanto e la priorità dell’educazione attraverso lo sport.

Siamo “figli di sognatori”, ha ricordato introducendo i lavori suor Francesca Barbanera, referente nazionale FMA: “Don Bosco ha sognato grandi prospettive, grandi aperture per le sue opere. Guardiamo a questo momento politico come a un’occasione di rilancio della nostra attività”.

Un incontro che “servirà a fare chiarezza”, secondo il presidente nazionale PGS Ciro Bisogno. “Proviamo a capire qual è il percorso che possiamo intraprendere – ha esortato –, dove possiamo arrivare, quali opportunità il Terzo Settore può offrire e qual è l’attuale momento che sta vivendo il mondo dello sport”.

Il Terzo Settore incrocia tutta quella umanità ferita da una guerra che non si vede, frutto di uno sport cinico che fa continuamente fuori gli avversari, ha notato il professor Cursi. Come aiutare queste persone? “Al 10 per cento dei percorsi di promozione umana e di riscatto sociale di un giovane, deve esserci un ambito sportivo, associativo, educativo – ha risposto Cursi –. Attraverso quel tipo di intervento, si possono raggiungere obiettivi relazionali, di identità, di visione della realtà, di responsabilità e di progettualità”. L’associazionismo sportivo ha la capacità di realizzare questi obiettivi, e la “pietra scartata”, riscoprendo se stessa e il proprio valore, può così tornare nella società a ricucire un tessuto frammentato, diffidente, cinico. Pur in un abisso di difficoltà, le associazioni sono quindi spronate all’impegno e a scoprire le grandi possibilità che hanno per la promozione e l’educazione della persona: questa è la “fabbrica” che può “rifare” una società mondiale.

Riferendosi ai 350mila enti attivi oggi in Italia, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni, l’avvocato Sepio non ha nascosto la loro legittima paura in questa delicata fase di passaggio normativo, derivante soprattutto da quel che non si conosce. Il Terzo Settore produce il 5 per cento del PIL, dà risposte ai cittadini al posto dello Stato, eppure è rimasto per troppo tempo nell’angolo, secondo Sepio. Ma la riforma gli sta dando dignità.

La promozione sportiva rappresenta oggi la gran parte dello sport italiano, che sta iniziando a cogliere le opportunità della riforma, ha ricordato Sepio. Lo sport è l’emblema del Terzo Settore italiano, in particolare quello espresso dalla promozione sportiva, che è capace di coniugare l’attività dello sport in sé con l’attività sociale, di integrazione, qualificandosi come un ponte tra lo sport e il sociale, ha notato. Unire il Registro Coni con il Registro del Terzo Settore aiuterà a ricordare che lo sport è per tutti, non solo per chi cerca la medaglia, ma anche per chi desidera inclusione sociale: ci sono obiettivi diversi, ma ognuno deve avere la sua dignità.

Due gli indirizzi emersi alla fine dei lavori: accanto alla necessità di conoscere le regole, si è affermato ancora una volta un incoraggiamento forte a lavorare con passione e serietà per il bene dello sport e per il bene dei ragazzi.

Luca Caruso