“Sport For All”: L’impegno Delle PGS Con La Dichiarazione Sullo Sport Alla Presenza Di Papa Francesco

Si è tenuto a Roma il Summit internazionale “Sport for all – cohesive, accessible and tailored to each person”, organizzato dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita insieme al Dicastero per la Cultura e l’Educazione, con la collaborazione della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, culminato con la firma della “Dichiarazione sullo Sport”. Presenti anche le Polisportive Giovanili Salesiane insieme a dirigenti e delegati di istituzioni ed organizzazioni sportive e intergovernative, allenatori, atleti professionisti e amatori, rappresentanti di diverse confessioni cristiane e di altre religioni, rifugiati, ex detenuti, persone con disabilità fisica e intellettiva. A rappresentare le PGS, il Presidente Ciro Bisogno.

 

I temi del Summit

 

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Aprire il Summit è stato il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che ha riassunto nelle parole “Insieme” e Incontro” la motivazione alla base dell’incontro e dell’impegno dei presenti. Dopo una conferenza sulle sfide dello sport nel mondo attuale e una sessione dedicata al significato della parola “tailored” per costruire nuove forme di inclusione nel settore, Andrew Parsons, Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, ha rammentato il valore dello sport come “diritto fondamentale di ogni singola persona. La chiave per farlo bene è coinvolgere le persone, ascoltarle e capire attentamente le sfide”.
“Accessibile” è stato l’ulteriore concetto affrontato durante la prima giornata, grazie ad esponenti come il Rev. Patrick Kelly, SJ, professore di studi religiosi presso l’Università di Detroit Mercy, e Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che si sono concentrati sulle politiche sociali che conducono allo sport accessibile. 

La seconda giornata di Sport for all ha preso il via con una Santa Messa celebrata nella splendida cornice della Basilica di San Pietro, presieduta da mons. Emmanuel Gobillard, vescovo delegato per i Giochi Olimpici di Parigi 2024 e vescovo ausiliare di Lione.
Ad aprire il dialogo è stato Thomas Bach. Il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale ha ricordato il motto dei Giochi Olimpici “Citius, Altius, Fortius – Communiter” e si è soffermato lungamente sull’importanza della pace e sull’unità universale“Ai Giochi Olimpici gli atleti incarnano questa missione di pace quando mettono da parte tutte le differenze che dividono il mondo. I Giochi Olimpici sono l’unico evento che unisce il mondo intero in una competizione pacifica”.
Il tema “Communio” è stato introdotto da mons. Emmanuel Gobillard e riguarda il ruolo dello sport nella costruzione di una comunità. Sono stati quindi presentati la Dichiarazione sullo Sport e i risultati dei gruppi di lavoro e del confronto che i partecipanti hanno portato avanti nella due giorni.

 

Il messaggio del Santo Padre 

 

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A chiudere ufficialmente il Summit, l’udienza del Santo Padre, accolto con emozione palpabile dai 250 partecipanti provenienti da 40 Paesi del mondo. A seguire, un breve estratto del suo intervento, che potete leggere in versione integrale a questo link o guardare qui.

“La Chiesa è vicina allo sport, perché crede nel gioco e nell’attività sportiva come luogo di incontro tra le persone, di formazione ai valori e di fraternità. Per questo lo sport è di casa nella Chiesa, specialmente nelle scuole e negli oratori o centri giovanili

Quando lo sport viene praticato mettendo al centro le persone e valorizzando il piacere del giocare insieme, fa crescere in ciascuno un senso di partecipazione, di condivisione, fa sentire parte di un gruppo. Infatti mi piace ricordare agli atleti, anche ai professionisti, di non perdere il gusto del gioco e di saper vivere lo sport conservando sempre uno spirito “amatoriale”. Questo è importante. La dimensione del gioco è fondamentale, soprattutto per i più giovani: dà gioia, crea socialità e fa nascere amicizie, e nello stesso tempo è formativo. Grazie allo sport si possono stabilire relazioni forti e durature. Lo sport è un generatore di comunità.

Vi incoraggio a impegnarvi affinché lo sport sia una casa per tutti, aperta e accogliente. In questa casa non si perda mai un’atmosfera familiare: che si possa trovare, anche nel mondo dello sport, dei fratelli e delle sorelle, degli amici e delle amiche. Vi sono vicino in questa missione, e la Chiesa vi sostiene nell’impegno educativo e sociale”.

La Dichiarazione: per uno sport coeso, accessibile e su misura

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Al termine del discorso del Santo Padre, dopo aver salutato il Papa, ogni partecipante ha firmato la “Dichiarazione sullo sport”, simbolo dell’impegno a proseguire nel cammino avviato durante il Summit. Chiunque volesse aderire alla Dichiarazione può farlo firmandola su www.sportforall.vaCoesivo, accessibile e su misura  sono le tre caratteristiche dello sport e del lavoro che inizia soltanto adesso e che, per noi delle PGS, è una prosecuzione sulla strada intrapresa sin dalla nostra fondazione per coinvolgere tutti, in primis chi è in difficoltà e gli “ultimi”, dedicandoci ad ogni individuo ed evidenziandone gli elementi che lo rendono unico così com’è. 

 


“Sono stati due giorni davvero intensi – ha dichiarato il Presidente PGS Ciro Bisogno – in cui si è più volte sottolineato come lo sport debba essere luogo di comunità e di accoglienza che trova nell’inclusione il suo significato più profondo. Questa dichiarazione sia un modello a cui tutto il mondo dello sport possa ispirarsi e confrontarsi nelle sue azioni quotidiane”.

 

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Fonti
www.laityfamilylife.va
www.vatican.va