Trasformiamo La Paura In Coraggio

In un tempo in cui sofferenza, ansie e preoccupazioni attanagliano le ore dei nostri “lunghi” giorni, è in atto una vera e propria rivoluzione culturale.

Abbiamo ricominciato a pensare, ad attribuire valore al nostro tempo ed alle cose semplici, a riscoprirci “essere umani”, a capire quanto sia importante la qualità dell’aria che respiriamo, ma soprattutto ci siamo attaccati alla nostra vita avvertendo, tutto ad un tratto, un forte senso di fragilità.

Da questa “sala cinematografica” usciremo persone con occhi diversi ma costretti a guardare le profonde ferite inferte alla nostra realtà economico sociale ed inevitabilmente risentite anche dal mondo dello sport di base.

Proprio in un momento particolare come questo, emergono fortemente le contraddizioni e le debolezze che da anni caratterizzano il lavoro sportivo dilettantistico, da un lato riconosciuto quale funzione socialmente rilevante, dall’altro privo di una disciplina ben precisa e di qualsivoglia tutela previdenziale.

Non saranno di certo misure temporanee assistenziali governative ad attribuire pari dignità a tutti quei soggetti che prestano la loro opera quasi a tempo pieno nello sport non professionistico ma soltanto scelte che riconoscano concretamente una equiparazione dell’opera sportiva ad una vera e propria prestazione lavorativa.

E’ un’emergenza che ha messo a nudo quindi tante complesse criticità e cha ha posto un traumatico stop alle attività di tutta la filiera dello sport: associazioni, istruttori, fornitori, albergatori, gestori e proprietari di impianti.

Tutti segmenti fondamentali del nostro mondo che andranno sostenuti e non lasciati soli ad affrontare le proprie inevitabili e conseguenti difficoltà. Non è però di certo il momento delle polemiche, delle pretese intempestive o delle demagogiche promesse alle ASD del territorio sancite con una raccolta firme. Di fronte al dolore che traspare dalle mura degli ospedali, allo stoico sacrificio di medici ed infermieri impegnati incessantemente a salvare vite umane siamo chiamati tutti ad un atto di responsabilità che deve tradursi necessariamente in collaborazione, ascolto e fiducia.
Sono sicuro che l’attività sportiva promozionale farà la sua parte e costituirà un indispensabile strumento di ripresa sociale del nostro amato Paese che non vede l’ora di sentirsi nuovamente libero di incontrarsi, di correre, di saltare e vivere le emozioni che solo lo sport sa regalare.
Ed allora non perdiamo la speranza di ritrovarci a breve lì dove ci eravamo lasciati. Siamo sportivi cresciuti all’ombra della provvidenza di Don Bosco. Trasformiamo la paura nel coraggio di riconquistare la nostra vita.

Io invece non vedo l’ora di mettere una medaglia al collo dei nostri atleti e di potergli finalmente stringere la mano… .

 

Avv. Ciro Bisogno, Presidente Nazionale
Polisportive Giovanili Salesiane