Domenica, 29 Marzo 2020

P Personaggi e Storie

Mariaelena e le risorse oltre gli schemi

Sono una donna di 31 anni e la mia passione per lo sport inizia fin da bambina da quando andavo ad assistere agli incontri sportivi di calcio a 5 o pallacanestro. Ho sempre amato le performance sportive e stare sugli spalti dei palazzetti, ciò che però mi teneva fuori dal campo e non dentro non era semplice pigrizia, ma la mia disabilità che fino a qualche anno fa ho visto come un limite ed un ostacolo nel fare sport. Alla nascita ho avuto una ipossia causata da una asfissia da cordone ombelicale. La paralisi celebrale neonatale che ne è conseguita ha determinato una ridotta mobilità della parte sinistra del corpo per stabilizzare la funzionalità degli arti negli anni ho subito 8 interventi chirurgici.



Il Cammino

Il mio sguardo è cambiato dopo l’ultimo intervento di stabilizzazione, ho cercato strutture che potessero aiutarmi a trovare lo sport più adatto alla mia fisicità, mi sono messa in cammino e ho deciso che non avrei visto più la mia disabilità come un limite, ma come una risorsa. Ho iniziato mettendomi alla prova in diversi sport e facendo una preparazione atletica costante, fondamentale per fortificare e proteggere il corpo da varie problematiche e non vanificare i miglioramenti raggiunti con gli interventi chirurgici fatti nel corso degli anni.



Dall'equitazione alla scherma

Ho iniziato con l’equitazione nello specifico ho praticato il paradressage: durante le lezioni ho preso consapevolezza della mia forza, della ma capacità di salire in sella con l’aiuto del maestro ed ho compreso di come il mio corpo reagisce agli urti, ai cambiamenti di direzione sul cavallo. Quando ho iniziato a fare scherma in carrozzina, invece ho sperimentato tutte le emozioni della competizione: gestire i miei movimenti in relazione al mio avversario, gestire la mia reattività per fare punto e lavorare sulla precisione dei gesti.



DAL PODISMO ALLO SCI

Disabilità Maratona podismo

Sostenuta dalle mie colleghe ho partecipato a una maratona non competitiva di 5 km ciò che ho imparato da questa esperienza è la possibilità di chiedere aiuto al mio gruppo per raggiungere un obiettivo e di sincronizzare il mio passo a quello della persona che mi sta accanto, fidarsi dell’altro e vivere insieme la fatica e le emozioni di una maratona. Un’ altra esperienza che mi ha insegnato molto è stata quella di sciare con l’attrezzatura del sitting, attrezzatura che permette di sciare controllando l’attrezzo con i movimenti del corpo pur essendo guidata da un maestro; inizialmente ho avuto paura per le diverse manovre che bisogna fare per salire in funivia o durante le curve in discesa, ciò che mi ha permesso di vivere pienamente questa esperienza è la fiducia che si è instaurata con il maestro, che ha accolto i miei timori rispettando i miei tempi di esecuzione del movimento.

Ho deciso di parlare della mia esperienza non per essere d’esempio perché credo che ognuno di noi abbia un percorso personale da seguire che non va messo a confronto. Credo però che possa aver dato degli spunti di riflessione su come una persona con delle difficoltà possa fare delle esperienze se adeguatamente sostenuta e ascoltata.

Nello specifico la persona con disabilità va accompagnata nella conoscenza delle proprie risorse e possibilità uscendo così da schemi predefiniti .



Mariaelena Fazio
Psicologa Psicoterapeuta

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