Mercoledì, 22 Maggio 2019

P Personaggi e Storie

Gianni Asti e la straordinarietà di essere normale

Su Gianni Asti hanno scritto in molti, tutti più bravi di me - vi consiglio Piero Guerrini su “la Giornata tipo” - cosa aggiungere? Aggiungerei che Gianni era una persona “normale”.
E questa è sempre stata la sua dote più bella, era uno come tutti gli altri dell'oratorio, forse più alto, forse più capace tecnicamente, ma ripeto come tutti gli altri.


Gianni Asti e figlia 40 anni PGS auxilium agnelli

Non so se Gianni avesse mai frequentato un corso di Pigiesseologia, o le lezioni delle Psicologhe, o studiato i testi sulle capacità motorie di base, ai sui tempi non si usava ancora, ma per lui era “normale” preoccuparsi di tutti i suoi giocatori, da quelli più dotati fino all'ultimo della squadra.
Il suo modo di non fare preferenze era il più “normale” di tutti, si arrabbiava e urlava dietro a chiunque sbagliasse, forte o debole che fosse. Come dire... anche l'ultimo era trattato rudemente come il primo.
Con lui si poteva scherzare e ridere, ma, come “normale” nelle regole non scritte dell'oratorio, ricordandosi che esiste una gerarchia, i più giovani e i più vecchi, i giocatori e gli allenatori, gli allenatori e i dirigenti, i dirigenti e … Don Gino.

Gianni Asti ai 40 anni PGS auxilium agnelli

Così come per Gianni era “normale” conoscere le famiglie di tutti i suoi giocatori e allenatori, e li conosceva quando nessuno veniva in palestra accompagnato, anzi se potevamo evitare familiari era meglio, ma appena un genitore lo incontrava capiva come, con i suoi modi e la sua sincerità Gianni si sarebbe per sempre ricordato del loro figlio.
E infine Gianni era capace di passare dal massimo della gioia, allo sconforto e poi di nuovo all'entusiasmo più contagioso, forse proprio per questo ha combattuto e vinto tante battaglie, dalle periferie nebbiose degli oratori di Torino al palcoscenico del basket internazionale, trovando il tempo di costruirsi una bellissima famiglia e sopportare una salute meno gigante di quanto lui sembrasse.
Insomma una grande, fantastica, indimenticabile vita normale.

di Gianni Gallo

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