Mercoledì, 25 Novembre 2020

F Formazione

Pronti a ripartire, la centralità dell'oratorio

«Le novità ci interpellano – affermava nel 91’ don Gino Borgogno – ci sfidano e condizionano il nostro futuro, chi non sa rinnovarsi è destinato all’auto-emarginazione». Lo sport, come ogni altra componente del Paese, vive momenti duri e di angoscia, legati al diffondersi del COVID-19. La pandemia ha paralizzato intere comunità, ha costretto milioni di persone a rivedere il proprio stile di vita, le proprie libertà, i propri desideri, e le proprie attività di svago.

Le Polisportive Giovanili Salesiane hanno voluto lanciare dei segni di speranza e di futuro per lo sport di base, per iniziare a ragionare sul post-emergenza. “Guardando al futuro dello sport con le PGS” è stato il dibattito pensato dal Nazionale, insieme a figure di grande levatura sportiva e umana. In un momento di crisi storica, si è sentita l’esigenza di dare allo sport educativo il giusto spazio.

L’incontro ha visto come moderatore Paolo Assogna giornalista di SKY, e gli interventi di Gianni Petrucci – presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Romeo Sacchetti – CT Italbasket, Ciro Bisogno – Presidente Nazionale delle PGS, Gianni Gallo – Direttore Tecnico Nazionale PGS e membro della Giunta CONI, Antonello Assogna – Segretario generale delle PGS, Sr Francesca Barbanera – Referente Nazionale FMA per le PGS, e Don Giovanni D’Andrea – Ispettore dei Salesiani di Sicilia e Tunisia.

Il dibattito ha visto emergere più volte due tematiche interessanti: la ripartenza e la sfida educativa con lo sport nel post-coronavirus.

Significativo è stato l’intervento di Gianni Petrucci, il quale più volte ha ricordato che il mondo dello sport non può essere diviso da interessi economici, altrimenti si corre il rischio di ripartire con realtà sportive in meno. Per guardare realmente al futuro bisognerà aiutare le piccole associazioni, perché lo sport di base è fondamentale nella vita quotidiana di milioni di persone: giovani e non solo. Certamente il futuro avrà un grande nocumento, non solo una recessione economica ma anche psicologica.

Guardare al futuro riguarda anche le modalità con cui fare attività sportiva, il CT Sacchetti e anche Gianni Gallo hanno sottolineato come gli allenatori dovranno reinventare un modo diverso di fare sport, certamente bisognerà rilanciare gli spazi all’aperto. Un problema, da non sottovalutare, sarà la questione del contatto fisico e la riapertura delle scuole, in cui si svolgono gran parte degli allenamenti.

«Sarà un momento – sottolinea Ciro Bisogno – in cui enti di promozione sportiva e federazioni dovranno collaborare insieme per riprendere a pieno le attività e non lasciare indietro nessuno, in particolare il settore giovanile».

Il compito da svolgere, nei prossimi mesi, non sarà tanto il ricominciare i campionati o le partite, ma piuttosto il riappassionarsi al gioco e alla pratica sportiva, giostrandosi tra il contatto fisico e il distanziamento sociale. Gianni Gallo afferma che «bisognerà immaginarsi un percorso nuovo per non spegnere la passione sportiva».

La sfida, per rilanciare lo sport, passa anche dall’accompagnamento degli atleti, in particolare del settore giovanile. Il cortile diviene l’elemento chiave per riprendere le attività sportive, secondo le giuste distanze. «C’è bisogno – sottolinea sr Francesca Barbanera – di nuove modalità educative con i giovani». Don Giovanni D’Andrea ha richiamato la funzione educativa del cortile, secondo due criteri la passione educativa e la prudenza. La preoccupazione che si vive in questi giorni, dovrà essere il motore che spingerà ad agire nel futuro. «Il cortile – afferma don Giovanni – è un parola magica, andrà rimodulato, rivissuto, secondo i criteri di passione educativa e prudenza. Nel cortile dove si può fare attività sportiva varia, lì si deve arrivare a lavorare anche con le famiglie, offrendo un sostegno psicologico».

Il mister Meo Sacchetti ha invitato a vedere lo sport come gancio di traino per i giovani, evitando loro di andare allo sbando, perché il rischio è dietro l’angolo nel post pandemia. «Lo sport – ricorda Sacchetti – ha portato fuori tanti giovani dall’emarginazione per fargli trovare stimoli nuovi nella vita. Lo sport credo sia un modo per educare, ed evitare le cattive compagnie ed esempio negativi».

Il futuro dello sport non sarà soltanto strutture adeguate, sicure, ma anche nell’accompagnamento «Le PGS – afferma Petrucci – avranno un ruolo fondamentale proprio in questo momento. Il cortile è il punto di partenza, come lo è stato negli anni dopo la guerra. La funzione della PGS non è solo sportiva, ma è anche educativa, sociale e psicologica. l’atleta ha bisogno di sostegno non solo di elementi sportivi, c’è bisogno di input spirituali e umani».

Lo Sport è un elemento imprescindibile nelle società moderne, è il collante sociale che aiuta a trasformare e rendere migliori non solo i giovani, ma anche le famiglie.

Le PGS vogliono guadare al futuro con fiducia e speranza, lanciando un segnale realista, fatto di concretezza in cui al centro non ci saranno interessi economici, ma piuttosto i giovani e le loro passioni. L’obiettivo per assicurare un futuro allo sport, nel post coronavirus, sarà quello di mantenere vivo il desiderio dello sport.


Pierpaolo Galota.

Documenti Formazione

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