Mercoledì, 25 Novembre 2020

I Il Fatto

Bentornata Silvia, una di noi

Alzi la mano chi non si è commosso guardando l'abbraccio di Silvia Romano con i suoi familiari all'aeroporto di Ciampino. Certo, queste mascherine che accompagnano i nostri tempi tolgono espressività ai volti e non è un caso che Silvia per un attimo abbassi la sua per ringraziare a viso aperto il presidente del consiglio, Giuseppe Conte e tutte le forze di questo Stato che hanno contribuito a riportarla a casa, dopo un anno e mezzo di rapimento in Africa.
Il sorriso della ragazza è splendido: sempre dolce, aperto al prossimo, pur dopo un'esperienza tremenda.

LA GINNASTICA IN PGS


Nella giovanissima vita di Silvia il volontariato ha avuto un ruolo fondamentale, come lo sport. Per anni a Milano è stata allenatrice di ginnastica artistica alla Pro Patria e quella passione per la danza l'ha portata pure fra i bambini del Kenya dove era andata volontaria. Il linguaggio del corpo è diventato il modo iniziale per comunicare.
Qualche esercizio semplice, il mezzo per guadagnarsi la fiducia di quei bimbi senza niente. Perché lo sport è universale e "usarlo" per migliorare le condizioni anche dei diseredati è un modo eccellente di praticarlo. Ecco perché diciamo tutti insieme, convinti: grazie Silvia e bentornata.

Che poi per puro calcolo e cattiveria sui social si leggano anche commenti terribili, il problema è di chi li scrive. Perché oltre all'intelligenza ha perso pure l'umanità.

Maurizio Nicita

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