Di Elisa Pugliese
Si è tenuto dal 28 luglio al 3 agosto a Roma il Giubileo dei Giovani, un appuntamento straordinario che ha visto migliaia di giovani di tutto il mondo radunarsi e sorridere insieme. L’evento, voluto da Papa Francesco, ha incluso momenti di preghiera, riflessione, servizio e celebrazioni liturgiche, oltre testimonianze e momenti di festa, con il culmine durante la veglia e la messa presiedute da Papa Leone XIV durante gli incontri conclusivi a Tor Vergata del 2 e 3 agosto. In questa occasione Papa Leone ha richiamato le parole pronunciate venticinque anni fa, proprio a Tor Vergata, da Giovanni Paolo II: “È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare”.
Come testimoniato da Fabio Garattini, un giovane ragazzo che fa parte dell’Oratorio Borgo Ragazzi Don Bosco, “il Giubileo dei giovani si è rivelato un modo per restare in gruppo con i ragazzi dell’oratorio, stringere legami, superare le proprie sfide personali e riconciliarsi con il mondo della Chiesa”. In tutte le giornate hanno partecipato giovani proveniente da tutto il mondo, questo aspetto ha rivelato un messaggio di grande inclusione, partecipazione e comunità. Ci ha raccontato come ogni ragazzo e ragazza abbia avuto modo di rapportarsi con culture diverse, unirsi nella preghiera, nella visita dei luoghi sacri (San Pietro, Circo Massimo) e svolgere molte attività insieme, balli, canti, attività culturali, preghiere e riflessioni costantemente e non soltanto nei momenti di veglia e celebrazioni liturgiche. Tra gli eventi principali a cui hanno partecipato i ragazzi vi sono stati i Dialoghi con la Città: iniziative artistiche e culturali sparse per Roma e la Giornata Penitenziale: preparazione alla veglia con il Santo Padre, con possibilità di ricevere il Sacramento della Riconciliazione. Un’iniziativa chiave è stata quella delle “12 parole per dire speranza”, un percorso che si è diramato in dodici chiese di Roma con incontri tematici, basati sul sussidio Cei “Pellegrini di speranza” e sulla bolla “Spes non confundit”.
Un focus particolare, inoltre, è stato quello sul volontariato e l’impegno sociale, inoltre il SYM Jubilee Festival, un evento centrale del Movimento Giovanile Salesiano, con musica, arte, testimonianze e preghiera, che si è tenuto il 30 luglio nella piazza antistante la Basilica di San Giovanni Bosco e che si è rivelato uno degli eventi principali. Tra i concetti trattati con i giovani partecipanti, come ci ha raccontato Fabio, c’è stato quello della fortuna, interpretare un evento fortunato cercando di capire cosa si può fare con ciò che Dio ci ha mandato. Il Giubileo, in particolare il Giubileo dei Giovani, si è rivelato dunque un’occasione speciale per i giovani di vivere un’esperienza di fede profonda, un momento di riconciliazione e di rinnovamento spirituale. Nel Vangelo, infatti la “fortuna” non è intesa come un evento casuale o un colpo di destino, ma come la possibilità di accogliere la salvezza e la vita eterna offerte. Il Giubileo, quindi, è un’occasione per i giovani di riconoscere questa grazia e di accoglierla nella loro vita, diventando protagonisti del cambiamento e della speranza nel mondo.



