Giovedì, 25 Febbraio 2021

E Editoriale

Professionismo, non professionismo ed atleti di interesse nazionale: urge chiarezza per la ripresa delle attività sportive

In un momento in cui regna sovrana l’incertezza su tempi e modalità di ripresa delle attività, un atteggiamento responsabile e serio dovrebbe animare tutte le componenti del mondo dello sport.

Il gioco della confusione, artatamente messo in atto da qualcuno, non contribuisce di certo a indirizzare atleti, società ed associazioni sul da farsi e spesso determina scivoloni eclatanti.

Proviamo a fare un po' di chiarezza perché forse almeno quella potrebbe evitare di vanificare i nostri sacrifici e quelli di quanti continuano ad essere impegnati in prima linea a combattere questo male oscuro.

Lo abbiamo detto più volte, lo sport sarà uno strumento essenziale nella ripresa socio economica del Paese e non può diventare, in questa fase decisiva, occasione di ritorno nel baratro.

Ed allora chi può ripartire dal 4 maggio?

Prima di fornire la risposta al quesito è opportuno fare un po' di chiarezza in merito ad alcune definizioni richiamate dal DPCM del 26 aprile scorso.

Chi è l’atleta professionista? A chiarircelo viene in soccorso l’art. 2 della legge 91/81 che ci fornisce la definizione di professionisti, ossia “gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI, per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.
Allo stato, le Federazioni Sportive Nazionali che hanno riconosciuto il professionismo sono “unicamente” la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Federazione Pugilistica Italiana (FPI), la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), la Federazione Motociclistica Italiana (FMI), la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) e la Federazione Italiana Golf (FIG).
Da ciò ne consegue che tutti gli atleti delle altre discipline sportive, di ogni ordine e livello, sono atleti NON professionisti, compreso chi lo fa per lavoro.
Tradotto, non esiste alcun tipo di automatismo tra l’essere atleta professionista ed atleta federale, così come pertanto non è corretto considerare gli atleti non professionisti unicamente gli atleti tesserati con gli Enti di Promozione Sportiva.

Recepire tutto ciò costituirebbe già un grande passo per comprendere al meglio “e senza pretestuosi fraintendimenti” le disposizioni del DPCM o ad ogni modo come si articola lo sport nel nostro Paese.

Eppure c’è ancora un altro aspetto da definire per evitare di ingenerare inutili aspettative.
Chi è l’Atleta di Interesse Nazionale?
Gli atleti di interesse nazionale sono tutti quegli atleti posti all’attenzione del Comitato Olimpico Nazionale dalle rispettive Federazioni ossia, secondo il DPCM gli atleti “… riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali “ Ogni FSN pertanto ha il dovere di stabilire quali siano i criteri per consentire di individuare tale tipologia di atleti.

Chiariamo subito ed a scanso di equivoci che: il binomio “TESSERATO FEDERALE – ATLETA DI INTERESSE NAZIONALE” è solo frutto della simpatica creatività di qualcuno.

Eh si perché il tesserato federale per essere considerato di interesse nazionale non deve essersi recato per la prima volta nella sua vita presso la segreteria di una federazione ma deve avere alle spalle anni ed anni pratica sportiva, partecipato a competizioni e portato a casa medaglie.

Provando a unificare il criterio con cui tutte le Federazioni scelgono i propri atleti di interesse nazionale possiamo dire che essi sono potenzialmente candidati a “vestire la maglia azzurra”…quella della Nazionale, ATTENZIONE non una maglietta azzurra! Chi pratica sport a livello agonistico sa bene quanto lavoro e quanta competizione c’è da superare per arrivare a sognare la maglia azzurra!

Detto ciò, va da sé che chiunque pratichi sport a livello ludico amatoriale, OSSIA LO SPORT PGS E DI TUTTI GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA non potrà mai essere considerato di interesse nazionale dal CONI, diversamente non sarebbe sport ludico amatoriale!

Purtroppo, carissimo atleta, per onestà intellettuale, devo riferirti che se sei tesserato con un Ente di Promozione Sportiva, anche se possiedi la patente o la qualifica di più alto livello, allo stato, salvo successive diverse indicazioni del Governo, non puoi tornare a praticare sport. Se invece risulti essere un tesserato federale, nel dubbio e per evitare conseguenze dannose, ti consiglio di contattare la tua Federazione e farti comunicare per iscritto se rientri o meno tra gli atleti di interesse nazionale.

Dopo questi opportuni e necessari chiarimenti, ora possiamo anche passare alla lettura delle disposizioni del DPCM con maggiore serenità e senza dubbi interpretativi: “è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purchè comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività; g) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti - riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali - sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali”

Badate bene, il DPCM fa riferimento ad attività sportive da svolgere in forma individuale e per tali devono intendersi la corsa ed il giro in bicicletta al parco o la passeggiata a cavallo per chi ne possegga uno.

Ed allora quale attività sportive si potranno praticare? Al momento nessuna, lo sport resta chiuso tranne per gli atleti di interesse nazionale (quelli designati) e i centri che li accoglieranno in conformità delle rigide norme di sicurezza che saranno disposte mediante linee guida emanate dall'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile.

E noi pigiessini cosa possiamo fare? Attendere serenamente e nel frattempo con il rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti preservare la nostra vita e quella di chi ci circonda.

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